Il film, che vede protagonisti Elle Fanning (nel duplice ruolo di Thia/ Tessa) e Dimitrius Schuster-Koloamatangi (Dek), si inserisce in un franchise molto noto, che da anni alterna momenti cult ad altri più controversi. In questo nuovo episodio la formula viene scossa: non più un alieno che caccia gli uomini, ma un viaggio su un pianeta sconosciuto con un cacciatore fuori dal suo ambiente, una androide e una nuova minaccia.
Quindi certamente una decisiva originalità, con un Predator che diventa protagonista, alleato e vulnerabile, e l’introduzione di tematiche più profonde, dai codici culturali, all’identità, fino alla vulnerabilità. Ciononostante, si perde quella suspense che caratterizzava la saga. La sceneggiatura è priva di reali colpi di scena nella sua struttura bifasica, con una prima parte “survival” in cui il protagonista affronta un ambiente ostile e una seconda più “buddy movie” con la co-protagonista androide.
Ed è proprio la presenza di Elle Fanning, macchina dalle sembianze umane, programmata per la sopravvivenza ma incline all’empatia, la lente attraverso cui leggere il film: l’intelligenza artificiale che impara a sentire, l’alieno che impara a temere. Un gioco di specchi in cui ogni battito d’azione cela un interrogativo etico.
Il ritmo non è particolarmente avvincente, con più di un momento contemplativo alternato alle scene d’azione, la brutalità sì resta, ma è attraversata da una malinconia inedita. La regia privilegia il respiro visivo, la fotografia di Jeff Cutter scolpisce paesaggi di luce acida e sabbie minerali, e ogni inquadratura sembra spinta a restituire la vastità di un ecosistema ostile ma seducente. Le sequenze di combattimento, pur notevoli, sono sempre incastonate in un montaggio che non privilegia l’esibizione rispetto ai precedenti capitoli. Anche l’impianto sonoro, seppur curato, non indulge nella saturazione acustica degli episodi precedenti.
In conclusione Predator: Badlands è un film che vale la visione, sia per gli amanti della serie sia per chi è curioso di vedere un blockbuster sci-fi immaginativo. Però, di certo, non rappresenta uno dei capitoli più riusciti del franchise, sebbene col merito di avere tentato di rinnovarsi senza perdere completamente la sua identità e forse avere aperto ad una maggiore profondità per i capitoli successivi.
data di pubblicazione:06/11/2025
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