Regia di Niccolò Fettarappa, con Gianni D’Addario, Niccolò Fettarappa, Lorenzo Guerrieri, Rebecca Sisti. Una produzione di Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Agidi, Sardegna Teatro
(Teatro India – Roma, 3/15 febbraio 2026)
Una coppia in crisi si trova blindata in camera e deve affrontare i problemi legati al lavoro e alla sopravvivenza. Fuori la società è invasa da orsi che invadono gli spazi e cercano di risvegliare le pulsioni sessuali sempre più affievolite degli umani. Intanto la Commissione Europea ha stabilito che nel settembre del 2030 ci sarà l’ultimo orgasmo. Il sesso verrà abolito e ci si dovrà dedicare solo ed esclusivamente al lavoro e alla produttività…
Non manca certo di originalità il testo di cui è autore, regista e interprete Niccolò Fettarappa (Roma,1996). Non solo come scrittore, ma soprattutto per i suoi vari lavori teatrali ha già ottenuto numerosi riconoscimenti. Orgasmo, in questi giorni in scena al Teatro India, si presenta da subito con un preciso atteggiamento provocatorio, ironico e persino irriverente. Dialoghi surreali e quasi demenziali accompagnano questa satira rivolta alla società di oggi che richiede agli individui un sempre maggiore impegno lavorativo, ossessivo e disumanizzante. Tutto ciò sta portando all’abbattimento di ogni pulsione erotica. Persino le istituzioni europee sanciscono che si dovrà, in un futuro oramai prossimo, interrompere ogni attività sessuale per dedicarsi esclusivamente a una maggiore produttività.
Tra esilaranti gag lo spettatore viene stimolato a prendere coscienza di quanto stia realmente accadendo in questo mondo dove l’impensabile diventa realtà quotidiana. Un telefono ogni tanto squilla. Dall’altra parte è Ursula che ricorda le disposizioni impartite riguardo al lavoro che dovrà essere al primo posto nella vita dei singoli cittadini. La società di oggi richiede prestazioni sempre più efficienti, una maggiore concentrazione che porta però ad uno stress emotivo senza ritorno. Tutto ciò a discapito della vita interiore personale e della sfera sessuale che rimane frustrata e annientata. Fettarappa conferma con questo suo ultimo lavoro l’intenzione di far prendere coscienza dei pericoli verso cui andiamo incontro.
Ogni individuo è soggetto a regole prive di ogni logica che risultano così invasive della propria sfera personale. Dietro un atteggiamento spregiudicato, il regista affronta invece con coraggio tematiche profonde e universali, rivelando la sua vera essenza. Il numeroso pubblico in sala ha accolto lo spettacolo con grande entusiasmo e partecipazione riconoscendo la sua serietà e nello stesso tempo originalità. Gli attori, accompagnati da una lanterna, vanno alla ricerca di qualcuno che dal cimitero del sesso abbai voglia di ritrovare la gioia di vivere. Nasce così la speranza che si possa riprendere possesso del proprio corpo e dei piaceri che ne possono derivare.







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