NOTTE MORRICONE regia e coreografia di Marcos Morau

(CCN Aterballetto - Notte Morricone - ph. Christophe Bernard)

musiche di Ennio Morricone con le danzatrici e i danzatori del Centro Coreografico Nazionale /Aterballetto

(Teatro Biondo – Palermo, 10/15 marzo 2026)

Tributo al musicista Ennio Morricone ad opera del regista spagnolo Marcos Morau e del Centro Coreografico Nazionale /Aterballetto. Una notte per sognare, sulle colonne sonore della nostra vita.

C’era una volta… un musicista, un artista, un uomo. Un uomo che voleva sapere “che suono ha” un altro uomo “quando nessuno lo sente”. Capire e carpire i rumori, le armonie e le musiche segrete della natura fuori e dentro la creatura, e nel profondo.

Questo spettacolo straordinario, visionario evocativo, ripercorre le tappe essenziali della vita e della carriera del Maestro, senza seguire un plot definito né un ordine cronologico.

Un personaggio sconosciuto, forse un “addetto ai lavori”, pochi minuti prima del “debutto” esibisce una lenza, con una sorta di lampara al posto dell’amo, che porta in giro per la platea; strumento ibrido, per pescare sogni. E sul bordo del palco, un altro sistema un metronomo, per scandire il battito del tempo reale. È proprio questo dilagare del sogno nella realtà – sia pure la realtà illusoria del cinema (“perché gli uomini amano essere ingannati?”) – il filo conduttore dell’intera rappresentazione. Dove la sagoma di lui, il genio Morricone, viene mostrata ora al suo “tavolo da lavoro”, all’interno di uno studio di registrazione che ha quasi del surreale, ora seduta al pianoforte. Un pianoforte “ribaltabile”, o reversibile, e a tratti persino sostenuto da funi, come una giostra.

Ma può un genio creatore bastare a se stesso? Può un solo essere umano dare vita a una molteplicità di composizioni, suggestioni diverse, e originali pur attingendo al mare magnum delle opere esistenti, e rimanere “uno”? La risposta, qui rappresentata in concreto, è nella duplicazione e nella moltiplicazione dell’essere, frammentato e riprodotto in una quantità di altre entità “danzanti”, che gremiscono la scena dall’inizio alla fine. Si muovono simultaneamente come burattini sospesi a fili invisibili, si sorreggono l’un l’altro, premono e spingono, con scatti e sussulti che si traducono d’un tratto in gesti fluidi, “accompagnandosi” a vicenda. Un corpo di ballo che è al tempo stesso un’orchestra. Una raffigurazione scenica della musica, che con le sue melodie ineffabili esprime l’inesprimibile, incanta e sorprende. E sorprendere sarà il desiderio dell’autore stesso, lo scopo della sua ricerca, sullo spartito come nella scacchiera da gioco, altra sua passione.

Sonorità “spezzate”, captate come sintonizzandosi su reti radio misteriose, preludono al diffondersi delle arie più celebri del Maestro, cui la memoria di ciascuno fa eco, nel buio della sala. È il cosmo che procede dal caos iniziale, l’ordine armonioso in cui ci si ritrova, mantenendo intatta la voglia di perdersi, abbandonarsi, naufragare. In questa notte piena di stelle.

data di pubblicazione:11/03/2026


Il nostro voto:

2 Commenti

  1. Io ho avuto modo di vedere lo spettacolo. La recensione ne coglie perfettamente i punti nodali e mi ha aiutato a comprenderne i molteplici significati e a mettere in luce l’operato colto e geniale del regista.

  2. Bella recensione, fa venir voglia di vedere questo spettacolo e ascoltare ancora una volta la magia musicale del Maestro genio contemporaneo ed eterno

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