Norimberga 1946. Rami Malek psichiatra dell’Esercito Americano deve valutare lo stato psichico dei gerarchi nazisti che saranno processati per crimini contro l’Umanità. Si troverà coinvolto in un confronto psicologico con Goering (Russel Crowe) e rischierà di essere manipolato…
Ottimo sceneggiatore e regista altalenante Vanderbilt torna con Norimberga.Un dramma giudiziario-psicologico solido ed intrigante sorretto da un cast di qualità e soprattutto da un Crowe gigantesco e magnetico.
Ben consapevole di non potersi certo confrontare con Vincitori e Vinti, capolavoro di Kramer del 1961, il regista centra il suo lavoro essenzialmente sui preliminari del Processo di Norimberga. Così, più che il dibattito giudiziario il vero cuore narrativo del film diviene il confronto fra il medico e Goering. Un incontro, un gioco seduttivo, una tensione dialettica costante per cercare di avere una risposta a domande fondamentali. Dove si nascondono il Male, la Follia, la banalità del Male stesso? La natura umana è poi in grado di comprendere le conseguenze delle decisioni? Al contempo si pone in evidenza anche il peso morale e psicologico assunto dallo psichiatra e la sua difficoltà a portare a termine l’incarico in un impari confronto con il carisma narcisistico- manipolatorio del principale accusato. Una relazione falsamente empatica ma in realtà tossica. Un confronto tanto intrigante intellettualmente quanto cinematograficamente a rischio di essere eccessivo. La bravura di Crowe consente però al regista di evitare i pericoli e, anzi, di avviare un gioco interessante di possibili rispecchiamenti del fascino seduttivo del Potere e del Male anche nella nostra attualità.
Il film si muove con ritmo e tensione continua in una struttura compositiva molto solida che fa tanto Cinema Hollywoodiano d’altri tempi. Un lavoro curato, ricostruzioni perfette, fotografia e colori che restituiscono le atmosfere dell’epoca. La messa in scena privilegia le schermaglie verbali. Un’opera tecnicamente strutturata e con tratti di ottimo cinema. Eppure, anche se soddisfatti, si ha come la sensazione di aver assistito ad un film che resta come trattenuto, interessante e con ottime intuizioni che potevano sovvertire gli schemi del Genere ma che non osa spingere fino in fondo e che preferisce limitarsi a fare solo buon spettacolo.
Sul piano recitativo, Crowe domina le scene, è carismatico, vanesio, ambiguo, sempre in modo credibile e sfumato. Una performance eccezionale che eclissa un Malek forse non adatto per il ruolo. Michael Shannon è come sempre eccellente.
Norimberga è in ogni caso un film riuscito per forma e sostanza che si lascia seguire con attenzione fino alla fine. Non è un caso che al box office natalizio sia saldamente al terzo posto per incassi e spettatori.
data di pubblicazione:05/01/2026
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Incuriosito dalle positive accoglienze e, come da voi evidenziato, dall’insolito punto di vista della vicenda storica, ho anche io come tanti visto il film. Un film effettivamente dall’angolatura intrigante, corretto e coinvolgente. Un film lungo che però affascina. Merito di un Russel Crowe finalmente in una parte all’altezza della sua bravura. Merita senz’altro di essere visto al cinema