Debutta sulla Rai la quinta stagione della serie di successo dal titolo originale Haut potentiel intellectuel, che ha ispirato il remake americano High potential. Ideata da Alice Chegaray- Breugnot, Stéphane Carrié e Nicolas Jean.
Di detective esperti di indagini e risolutori di casi “oscuri” è piena la storia delle fiction televisive. Dal tenente Colombo, italo americano astuto sornione, al commissario Montalbano, fascinoso mediterraneo verace. In questa serie franco-belga, il detective è una donna, e per di più una donna “singolare”. Stravagante, fuori dal comune. Si concentrano nel suo personaggio intuito e sesto senso, arguzia e perspicacia. Ovunque affiora, per di più, la femminilità disarmante e travolgente di lei, Morgane/ Audrey Fleurot, candidamente incantatrice. Non a caso il nome, particolarmente evocativo, è quello di una maga, la fata Morgana delle tradizioni celtiche, creatura dall’aspetto “iridescente” e generatrice di “miraggi”. La sua immagine, esibita con abiti eccentrici, acconciature e bijoux vistosi, è un caleidoscopio di colori. Una fata “geniale” – come anticipato dal titolo italiano della serie – quanto basta per essere ingaggiata dalla polizia come collaboratrice nelle investigazioni criminali. E al tempo stesso poco razionale, istintiva, nel senso migliore del termine. Effetti digitali che ricordano il fumetto – richiamando alla memoria alcune suggestioni de Il favoloso mondo di Amélie – evidenziano, e materializzano, le brillanti intuizioni dell’eroina, in armonia col suo temperamento “esplosivo”. Mentre, di contro, il composto, misurato e a tratti impacciato commissario Karadec (interpretato da Mehdi Nebbou), le fa da spalla, invertendo i ruoli abituali. Suo superiore sul lavoro, Adam Karadec – a cui lei darà curiosamente del “vous”- si rivela anche padre del suo quarto figlio, il piccolo Léo, ancora lattante. Ironia vuole che sia lui, il “comandante” della squadra, a vestire i panni della “mère poule”: mamma chioccia, o meglio papà. Portatore delle più esilaranti inquietudini proprie del genitore al primo bébé. Mentre lei, pratica e disinvolta, si precipita come un paracadutista lanciato nel vuoto sul presunto colpevole in fuga. O istruisce aspiranti rapitori a fare richieste “sensate” al negoziatore di turno (“Serve una macchina, innanzitutto! E della benzina!”). Purché si chiarisca tutto in fretta. E rapidamente, come rapida è la montata lattea che le causa tormento più di un caso irrisolto.
Infarcito di elementi surreali e realistici insieme, ciascun episodio è gustoso, saporito come un cartone animato che si anima davvero. E uno dei migliori.
data di pubblicazione:20/03/2026






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