Los Angeles. Un detective (Chris Pratt) si sveglia in un’aula di tribunale davanti ad una Intelligenza Artificiale Avanzata (Rebecca Ferguson) che fa da giudice. Accusato di aver ucciso la moglie avrà solo 90 minuti per discolparsi o essere giustiziato.
Cosa succederebbe se in un prossimo futuro la Giustizia fosse amministrata da una IA che in un’ora e mezza giudica, condanna e giustizia i colpevoli?
La prospettiva di un confronto fra Umanità e Tecnologia è l’idea intrigante alla base di Mercy. Un’idea che dà luogo a una pellicola che flirta con generi cinematografici diversi: Thriller Futuristico, Courtroom Drama, Science Fiction e Action Movie. Una riflessione che ci porta in una società interconnessa in cui ogni movimento è catturato da una telecamera. La Giustizia è ormai amministrata dalla IA in aule ove c’è solo una sedia, l’imputato, schermi interattivi e l’algoritmo che si fa giuria, giudice e carnefice.
Al cuore della vicenda ci sono un essere umano e una realtà digitale. Il primo nel tentativo di dimostrare la propria innocenza è costretto a guardare i propri demoni interiori e cercare nel contempo tra le tante immagini archiviate una chiave per arrivare alla verità dei fatti e salvarsi. La seconda – fredda e spietata – agisce sulla sola base dei propri modelli predittivi. Un conflitto che contrappone progressivamente la variabile dell’intuitività umana alla conseguenzialità algoritmica.
Uno sviluppo interessante e ricco di potenzialità. Una provocazione che pone l’IA al centro e lascia spazio a tutte le possibili interrelazioni tra umani e mondo digitale. È palese il rimando a Minority Report ma realizzare un film anche solo sulla scia di Spielberg non è però cosa facile. Il regista ci ha provato e fino ad un certo punto sembra anche riuscirci. L’incipit faceva infatti sperare bene ma lungo il percorso i personaggi risultano troppo semplificati e la narrazione diviene troppo banale. Lo spettatore si ritrova poi sconcertato e inaspettatamente trasportato da un intrigante mondo fantascientifico in un Action Movie del tutto convenzionale: azione, rapimento, inseguimenti adrenalinici e catastrofici, scontri fisici, sparatorie e banale happy end.
Peccato! Lo spunto iniziale era intrigante, il regista ha anche un suo tocco interessante ed è abile nell’uso della tecnologia visuale dello Screenlife Style ma purtroppo il salto narrativo di genere rende il film un ibrido sconcertante che lo appiattisce. In ogni caso Mercy resta un film discreto, degno di attenzione per l’idea originaria, Un risultato parziale che sarà comunque apprezzato dagli appassionati che non badano alla logicità e conseguenzialità della vicenda narrativa.
data di pubblicazione:21/01/2026
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