Frederic Hambalek mette in scena una commedia nera raffinata che con ironia, solleva domande profonde sulla verità, il tradimento e la privacy all’interno del nucleo familiare. Presentato in concorso alla Berlinale 2025, il film racconta la storia di Marielle (Laesi Geiseler), una tredicenne che, a seguito di uno schiaffo, sviluppa la capacità di percepire quello che dicono e fanno i genitori Julia (Julia Jentsch) eTobia (Felix Kramer), anche se lontani.
La trovata della premessa, il potere telepatico di Marielle, diventa subito lo specchio spietato di una verità più banale e dolorosa: le bugie quotidiane che permettono ad una famiglia borghese di funzionare. Hambalek rovescia la sorveglianza parentale, non sono più i genitori a spiare la figlia, ma è lei che osserva, smaschera e ricostruisce l’esistenza privata di entrambi.
Nel registrare le reazioni di Julia e Tobias, il film si fa mordace allegoria della vita moderna, mostrando un mondo di privacy compromessa, falsi sorrisi e auto inganni. Hambalek usa l’assurdo come lente per rivelare verità che tacciamo per convenienza, e la sceneggiatura è abilissima nel passare con naturalezza dall’umorismo al dramma. Le case minimal, gli uffici anonimi, la routine ordinata sembra costruita solo per nascondere quanto poco di autentico e stabile ci sia sotto la superfice piccolo borghese.
La pellicola comunque evita morali esplicite o insegnamenti facili, spingendoci a molte domande interessanti. E se il partner scoprisse ogni nostra fantasia segreta? Se i nostri figli potessero leggere ogni angolo della nostra testa? La risposta non è univoca, né consolatoria. La commedia sembra un gioco, ma il sottotesto è implacabile: le bugie, anche quelle innocue, non sono innocue per un cuore che sente ogni battito.
La recitazione è impeccabile: Julia Jentsch e Felix Kramer incarnano due genitori costruiti, abili ad apparire perfetti nonostante i loro limiti, mentre Laeni Geiseler riesce a dare a Marielle una presenza malinconica e potente, senza scadere nella caricatura. Marielle diventa una sorta di coscienza in carne ed ossa per i genitori, non solo spettatrice, ma forza morale che li costringe a prendere in mano la loro vita.
La regia è elegante e stilizzata, perfettamente adatta al tono satirico, le sequenze musicali, con archi classici di Beethoven e Schubert, scandiscono le sezioni del film, alternando momenti di tensione emotiva a catarsi ironica.
È un film che fa ridere ma anche riflettere, lasciandoci nel profondo una domanda spietata: piaceremmo ancora ai nostri cari se potessero vedere esattamente chi siamo e cosa facciamo?
data di pubblicazione:26/11/2025
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