LA VITA VA COSI’ di Riccardo Milani, 2025

16 Ott 2025 | Accredito Cinema, Festival

(Immagine privata)

(20ª FESTA del CINEMA di ROMA 2025)

Ambientato sulla costa meridionale della Sardegna, il film ha come fulcro Efisio Mulas (Ignazio Giuseppe Loi), pastore che rifiuta di vendere la terra su cui vive, costretto a misurarsi con un mondo che preme dall’esterno con ricatti, promesse, contraddizioni. Intorno a lui una comunità che si spacca, una figlia (Virginia Raffaele) che oscilla tra fedeltà e desiderio di cambiamento, e l’imprenditore determinato (Diego Abatantuono) che rappresenta il paradigma dell’Italia che “vuole crescere”.

Sebbene liberamente ispirato ad una storia vera il tema non è originalissimo, e il testo spesso vacilla, con reiterazioni insistenti dei no, delle pressioni e dei dubbi che più che escalation, rischiano di restare ritornello. I lunghi monologhi e le scene dichiarative finiscono inoltre sovente per appesantire l’economia del racconto.

Ciò che pulsa però è l’atto del rifiuto come gesto morale, la resistenza come gesto “normale” di chi non vuole essere comprato, l’epica del quotidiano. Efisio è un’icona senza proclami eroici, ma con una forza che sgorga dall’incontro fra memoria, affetti, territorio e dignità personale.

Milani torna su un tema che aveva già esplorato, il conflitto tra comunità radicate e spinte modernizzatrici, ma lo fa spostandosi in un panorama diverso rispetto al precedente Un mondo a parte. Qui il mare, il vento, l’orizzonte sono elementi strutturali, non sfondo, ma co-protagonisti che chiedono di essere difesi.

Sul piano del linguaggio si avverte una tensione fra la commedia e il dramma civile, da una parte battute che cercano leggerezza e ironia, dall’altra lo sviluppo generale che tende a fare del reale un simbolo, con un equilibrio a volte precario e momenti urlati che spostano la dimensione dal possibile al declamatorio.

Il cast, comunque, si muove con convinzione. In particolare Loi, vero pastore sardo, sorprende con una presenza che occupa lo schermo senza bisogno di smorfie. La sua non formazione cinematografica diventa la sua forza, rendendo palpabile che Efisio non recita, è. Anche il resto del gruppo, nonostante il rischio di risultare stereotipato, vista l’insistenza della sceneggiatura su contrapposizioni nette, risulta invece forte e credibile.

L’apertura della Festa del Cinema di Roma non ci regala un film perfetto, ha fratture, momenti reiterati ed un ritmo che ne risente, soprattutto nella prima parte, ma ha un grande valore, quello di ricordarci che se “la vita va così”, non significa che tutto debba essere accettato, riportando il valore della resistenza nella centralità del discorso.

data di pubblicazione:16/10/2025








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