Vincent Lindon ingegnere edile sposato e padre di due figli è uomo affidabile sul lavoro e nella vita. Eppure una notte, alla vigilia di un momento professionale impegnativo, dopo una telefonata sul lavoro, lascia d’un tratto il suo cantiere e sale in macchina da solo, destinazione Parigi…
Un film inconsueto, minimalista, teso e avvincente interpretato da un Lindon straordinario al massimo della sua abilità interpretativa! La scelta di Joseph remake francese di Locke (2013) e già presentato alla Festa di Roma 2024 esce finalmente in sala.
È notte, nel cantiere l’attività è al culmine. A breve ben 130 betoniere effettueranno una delicatissima e contestuale colata di cemento. Il Responsabile riceve una telefonata e subito abbandona il suo posto. Prende la sua auto che non lascerà più per i 76 minuti che durerà il viaggio per Parigi ed il film stesso. Unico sottofondo i fari lungo la strada ed il cellulare che squillerà di continuo.
Il regista ci racconta questa storia in Unità di Luogo (la macchina), di Tempo (la durata del viaggio) e di Interprete. Una scelta essenziale quasi metafisica ove tutto sembra irreale, sospeso ed avviene lontano dall’autovettura. Il protagonista affronterà nel tragitto urgenze intime e professionali drammatiche che si incrociano e si sommano: rassicurare, consolare, coordinare e risolvere criticità. L’approccio di Bourdos può sembrare paradossale, una decisione audace e radicale ma è all’altezza della sfida e riesce a tenere lo spettatore con il fiato sospeso senza mai annoiarlo fino alla fine. Ci riesce grazie alla intensità espressiva di Lindon. Un ruolo tagliato per lui, questo uomo qualunque serio ed integro che davanti ad una scelta difficile è pronto per coraggio e senso di responsabilità a mettere in gioco tutto quello che ha realizzato.
Il regista costruisce un Thriller Esistenziale con tensione e ritmo serrati e in crescendo fino all’ultima scena. Un dramma coinvolgente che non scivola mai nel melodramma o nel patetismo. La sceneggiatura è ben calibrata e sorretta da un montaggio perfetto e da dialoghi rifiniti e soprattutto reali. Al centro di tutto c’è ovviamente Lindon. L’attore giusto per rendere le sfaccettature e contraddizioni del personaggio. Capace di farci cogliere i propri conflitti interiori e percepire anche le emozioni e i sentimenti di coloro con cui interagisce al cellulare. Il suo fisico, la voce, il volto, gli sguardi ci restituiscono con pudore e vulnerabilità il dramma che si sta consumando mentre guida coinvolgendo lo spettatore nei paradossi della coscienza.
La scelta di Joseph è un film atipico di soli 76 minuti ma avvincente, intenso e ben gestito. Un buon lavoro di una semplicità coraggiosa ma di un’efficacia incredibile.
data di pubblicazione:28/01/2026
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