LA BALLATA DI UN PICCOLO GIOCATORE di Edward Berger, 2025 – NETFLIX

(Foto privata)

C. Farrell è un giocatore compulsivo che si è rifugiato fra gli hotel ed i casinò di Macao, centro dell’industria cinese del gioco. Assillato da debiti e sfortuna e ricercato per sottrazione di fondi è ormai perso nel suo vuoto interiore. Si lascia travolgere dagli eventi. Sull’orlo dell’abisso incontra una donna …

Diciamolo subito. Belle sequenze, bei colori e buoni attori non bastano a salvare un film quando la storia è fiacca ed incoerente e la sceneggiatura è di modesta qualità, priva di elementi interessanti, di colpi di scena e soprattutto banale. Un progetto non riuscito.

Il nuovo lavoro del talentuoso regista di Conclave faceva sperare all’inizio in un bel noir classico. Ci sono infatti tutti gli elementi canonici: ambientazioni ambigue, personaggi misteriosi, atmosfere notturne e piovigginose, voice off narrante, luci al neon, fascino esotico ed un protagonista tormentato. Tutto molto suggestivo, ma… Ma quasi subito il film si perde narrativamente e scivola in un mix di fantasie e mistero. Un ibrido poco credibile fra realtà comprovata e realtà supposta, fra irrazionale, e onirico. L’intrigo poi è troppo debole e con un ’impatto emotivo scarso e poco coinvolgente. La narrazione resta quindi superficiale, confusa e non evolve né affronta mai le motivazioni della vicenda o dei personaggi.

Eppure Berger sembrava voler riproporre una riflessione sull’animo umano, sul demone del gioco, sul dramma di un uomo semplice. Realizzare una storia di presa di coscienza e forse di redenzione dopo la discesa agli inferi. Ci prova costruendo una storia che da un punto di vista visivo è magnifica e conferma quanto il regista sia un grande creatore di immagini, un esteta ed un virtuoso delle composizioni visuali. La forma è infatti estremamente curata e vistosa: movimenti di cinepresa vertiginosi, riprese angolate, fotografia satura di colori vivaci, penombre inquietanti, ambienti sontuosi. Ma alla forma non corrisponde purtroppo la sostanza. Le belle scene sottolineano ciò che poteva essere e non è. Si cercava il dramma, il tormento, la redenzione e si ha invece solo estetismo formale. Sotto l’eleganza il vuoto. Farrell fa quel che può e anche di più. Regge il film da solo. È bravissimo, una prestazione superba tutta di sfumature, dettagli e gesti minimi. Ma non basta.

La ballata di un piccolo giocatore è veramente molto lontano dai precedenti successi del regista. È un film in cui la forma prevale sul messaggio e sulle intenzioni. Troppo enfatico e poco originale non riesce a trovare il giusto registro ed è accettabile solo grazie alla performance di Farrell. Peccato, opportunità e talenti sprecati!

data di pubblicazione:07/11/2025


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