KAULITZ & KAULITZ (2 stagioni, 2024-2025), SHARK WHISPERER: NUOTANDO CON GLI SQUALI (documentario, 2025) – Netflix

7 Ago 2025 | Serial tv

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È sempre un bel momento quando Netflix riesce ancora a sorprenderti. Per me è successo con la serie Kaulitz & Kaulitz che, pur avendo un taglio da reality, mi ha regalato in gran parte le stesse emozioni che ho provato guardando e riguardando il film Il vizietto del 1978 di Édouard Molinaro, con Ugo Tognazzi e Michel Serrault.

Lo stesso umorismo tagliente, mescolato a dimostrazioni di immenso affetto nel convivere con una figura tanto divertente, scintillante ed esibizionista quanto fragile. Nel film era Renato (Tognazzi) a sopportare con amore il compagno più effemminato, Albain (Serrault). In questa serie accade qualcosa di simile, con la differenza che i protagonisti sono la coppia di gemelli più famosa della Germania: Tom e Bill Kaulitz.

Diventati celebri da giovanissimi con il gruppo Tokio Hotel, i due fratelli si sono trasferiti a Los Angeles poco più che ventenni, per sfuggire all’assalto dei tabloid tedeschi e ritrovare un po’ di anonimato – almeno quando vogliono. Ed è proprio a Los Angeles che Tom ha sposato la supermodella tedesca Heidi Klum, di 16 anni più grande. Bill, invece, con il suo stile fluido, effemminato e una personalità prorompente, è ancora alla ricerca dell’anima gemella.

La loro vita da rockstar “jet set” si divide tra gli Stati Uniti e l’Europa, e nella serie ci invitano a seguirli in alcuni momenti chiave degli ultimi due anni. Vivono in pieno lusso, tra le ville sulla mitica Mulholland Drive, ma non disdegnano di comprare dei pasticcini per andare a trovare la mamma nella villetta di periferia ad Amburgo.

Ovviamente la loro quotidianità è fatta di esperienze fuori dal comune: dalle sfilate di Parigi, alle immersioni con gli squali alle Hawaii; dai festival musicali in Germania, alle aziende in Messico dove progettano di lanciare un marchio di tequila; ma non si tirano neanche indietro da un viaggio nel Grand Canyon in camper, con il bagno fuori uso, come davanti a un corso di “bon ton” in un castello tedesco.

Gli scenari nei quali si muovono sono riconoscibili, internazionali e molto belli e sembrano un mix tra una rivista patinata degli anni ’50 e un film di spionaggio tipo “Mission impossible”.

Quello che colpisce, oltre al glamour vissuto con molta autoironia, è il loro rapporto fraterno, schietto e senza filtri e profondo, così profondo, che insultarsi con una buona dose di black humour risulta un gesto d’affetto. Il modo in cui i due fratelli si fanno da spalla l’un l’altro è davvero delizioso – e spesso esilarante.  Sono consapevoli di essere forti solo insieme, e accettano le rispettive differenze… più meno. Inoltre hanno voluto mettere anche un forte accento nelle loro avventure sulle persone che fanno parte della loro vita, amici, collaboratori, familiari. Tutti molto diversi tra loro. Un vero pop-potpourri culturale e umano, da gustare nella versione inglese con i sottotitoli in italiano, che rende meglio l’umorismo spontaneo di questi due personaggi che viene totalmente perso con il voice over italiano.

Prendendo spunto da una loro avventura, vorrei consigliare anche la visione del documentario Shark Whisperer: Nuotando con gli squali, un lungometraggio del regista e premio Oscar James Reed, che racconta la storia di Ocean Ramsey e di suo marito Juan Oliphant, uniti nella vita e nel lavoro dall’amore per uno dei predatori più temuti dei mari: gli squali.

È proprio l’amore e la passione per questi animali, oggi vittime della caccia e della crudeltà umana, che ha spinto Ocean a farsi conoscere attraverso i social, dove pubblica foto e filmati realizzati dal marito, mentre nuota con questi esseri leggendari e li accarezza come se fossero gatti domestici. Un gesto che le ha portato un grande successo anche commerciale.

Un successo che, però, lei reinveste completamente nella conservazione degli squali, veri e propri protagonisti della sua vita e della sua missione. Ocean sa bene che, nel rapporto con questi animali, potrebbe perdere la vita: si tratta pur sempre di creature molto pericolose, anche se ben meno interessate all’uomo di quanto ci abbiano fatto credere i film d’azione e dell’orrore.

A Ocean Ramsey è stato spesso criticato il tentativo di “umanizzare” questi antichi predatori, ma chi vedrà il documentario capirà che questa non è affatto la sua intenzione. Il suo unico scopo è aiutare a proteggere l’ennesima specie animale a rischio di estinzione, e far comprendere all’uomo che ciò che lo spaventa è, in realtà, anche fondamentale per la sua sopravvivenza sul pianeta Terra.

E fa bene a utilizzare tutti i mezzi a sua disposizione.

data di pubblicazione: 07/08/2025

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