IL BENE COMUNE di Rocco Papaleo, 2026

(Immagine tratta da cartella stampa)

Il Bene Comune, quinto film di Rocco Papaleo, si inserisce con coerenza nel percorso autoriale dell’attore e regista lucano, riprendendo molti dei motivi già presenti nel suo cinema, dal viaggio, alla coralità, al rapporto col paesaggio.

Ambientato tra la Basilicata e la Calabria, prende avvio da una situazione semplice ma già carica di potenziale simbolico. Biagio (Rocco Papaleo), guida escursionistica, accetta di accompagnare insieme ad un’attrice in crisi (Vanessa Scalera) e al giovane nipote che gli fa da assistente (Andrea Fuorto), un gruppo di quattro detenute quasi a fine pena (Claudia Pandolfi, Teresa Saponangelo, Livia Ferri e Rosanna Spaparano), in una gita premio nel Parco nazionale del Pollino. L’obiettivo del cammino è raggiungere il pino loricato, un albero secolare tipico dell’area, che nel film diventa esplicitamente metafora di resilienza e resistenza. Ma quello che potrebbe sembrare un ordinario trekking si trasforma in un percorso di confronto tra persone che arrivano da mondi diversi e che portano con sé fragilità, errori e desideri di riscatto.

Papaleo costruisce il film come un road movie montano, in cui il movimento fisico nello spazio coincide con un processo di trasformazione emotiva. Il viaggio è il dispositivo attraverso cui emergono le storie dei personaggi. Infatti, il contatto con la natura, al tempo stesso aspra e accogliente, i momenti di confessione, la condivisione di musica e parole diventano occasioni per dare forma ad una comunità provvisoria, composta da individui che normalmente non si incontrerebbero. Nel corso del cammino affiorano ferite personali, tensioni e momenti di intensa solidarietà, mentre il racconto alterna leggerezza e malinconia.

E come in altre sue opere, il paesaggio non è semplice sfondo, ma parte attiva della storia. Il Pollino assume un valore quasi simbolico, accompagnando i personaggi nel loro tentativo di ridefinire il proprio posto nel mondo.

Il tono rimane quello della commedia, ma attraversata da una dimensione riflessiva, nella quale Papaleo continua ad esplorare il tema della comunità come esperienza fragile ma possibile, interrogandosi su come persone molto diverse possano, almeno per un tratto di strada, riconoscersi parte dello stesso cammino, aiutato nell’intento da un cast corale che insieme funziona e convince.

data di pubblicazione:11/03/2026


Scopri con un click il nostro voto:

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Ricerca per Autore:



Share This