I COLORI DEL TEMPO di Cédric Klapisch, 2025

(Foto privata della locandina)

Normandia. Un gruppo di persone fra loro sconosciute scopre di essere lontani discendenti di Adèle (Suzanne Lindon) vissuta alla fine dell’Ottocento da cui ereditano una casa di campagna abbandonata da decenni. Cosa fare dell’edificio? Quattro di loro si fanno carico di fare l’inventario dei beni. Fra ricordi, lettere, foto e ritratti si appassionano della storia della loro antenata che nel 1895 si recava nella Parigi degli Impressionisti e dei Fratelli Lumière…

In un alternarsi di sequenze nel Presente e di flashback nel Passato sulle tracce di Adèle, I colori del Tempo è un viaggio nella Parigi del 1895 e del 2025 fra attualità, Impressionisti e ricerca identitaria. Un film moderno ed in costume che si interroga sul valore dei ricordi familiari e sul lascito culturale. Cosa effettivamente ci viene trasmesso dalle generazioni che ci hanno preceduto al di là delle case e degli oggetti? Cosa possono restituirci i quadri di Monet, Degas, Renoir a noi che viviamo in un’epoca satura di immagini? Nel contempo il film è anche una tenera e delicata lettera d’amore alla Parigi di ieri e di oggi. In effetti la vera protagonista è proprio la Ville Lumière in tutto il suo splendore. Quella della Belle Époque e quella di oggi fra memoria e modernità, seducente e contraddittoria. Nella sua storia c’è anche la nostra. I tanti incontri di Adèle con gli artisti suoi contemporanei: Hugo, Monet, Renoir… ci fanno subito pensare alla Parigi di Midnight in Paris di W. Allen. Klapisch però non cade nella sindrome dell’età dell’oro, non ci si immerge come Allen, ma la attraversa rappresentandocela con leggerezza ed eleganza.

I colori del Tempo è dunque una fusione fra cronaca familiare, film corale e viaggio nel Tempo resa gradevole da una sceneggiatura che unisce originalità e fluidità narrativa. Gli avanti e indietro fra Presente e Passato avvengono infatti senza strappi con humour e fantasia. Un gioco di specchi e di rimandi in cui le vicende del Passato contribuiscono a prospettare un Avvenire più sereno ai protagonisti del Presente. Una meditazione tenera ed elegante sul nostro rapporto con il Tempo ed il Progresso, su ciò che avevamo, che abbiamo acquisito e ciò che forse abbiamo perso.

L’approccio visuale del film è piacevole e influenzato dai colori degli Impressionisti. Il regista poi sa circondarsi di un cast magnifico. Attori affermati e volti nuovi di una generazione emergente.

I colori del Tempo è senz’altro una gradevole commedia, fantasiosa e raffinata. Un film tanto strano e atipico quanto bello ed apprezzabile. Dolcemente malinconico. Un bell’invito a riguardare il Passato in modo diverso per meglio vivere il Presente.

data di pubblicazione:15/11/2025


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2 Commenti

  1. Che delizia di film!! Pellicole così delicate e “leggere” su temi seri solo i Francesi le sanno fare, purtroppo per il nostro cinema. Un soggetto originale, bravi tutti gli interpreti (la Lindon è degna figlia d’arte), ottima la regia, abile a districarsi tra Passato e Presente. Da non perdere!

  2. Concordo con la recensione. Il film è davvero delizioso, fantasioso e gradevole. Originale anche nel passaggio tra passato e presente. Gli attori sono spontanei, nulla di costruito. Tutto molto lieve. Ne consiglio vivamente la visione.

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