HAMNET- Nel Nome del Figlio di Chloé Zhao, 2026

(Foto privata della locandina ufficiale)

Diciamolo subito: Hamnet è un film molto bello e struggente supportato da una buona regia, da un’ottima sceneggiatura coscritta dalla regista e dall’autrice del romanzo da cui è tratto e soprattutto dalle superbe performance di Paul Mescal e Jessie Buckley. La Buckley è da Oscar!

La Zhao è di ritorno con un dramma storico ed è più brava che mai! Ci offre una vicenda epica e non convenzionale, una tenera meditazione su gioia e paura, dolore e perdita e sull’Amore che può distruggerci o salvarci. Una rivisitazione poetica sul processo creativo, la genesi di un grande capolavoro. Il fantasioso spunto iniziale è l’incontro, l’innamoramento ed il matrimonio di una giovane coppia nell’Inghilterra Elisabettiana. Agnes è una ragazza dei boschi eccentrica e legata al mondo magico della Natura, lui è… il giovane Shakespeare. Un inizio sensuale, forse troppo lungo ma dolce e a tratti lirico. Poi le ambizioni letterarie portano Shakespeare a Londra mentre la moglie resta a Stratford a crescere i tre figli. La tragedia incombe e porta via il piccolo Hamnet. La regista ci rende partecipi di un inimmaginabile dolore che arriva a minare il legame della coppia.

Zhao è un’acuta osservatrice della Natura e dell’Umanità sofferente. Lirismo e crudo realismo sono il suo tratto distintivo. È compassionevole ma anche attenta a non scadere nel dramma strappalacrime. Agnes precipiterà in una spirale di disperazione, Shakespeare invece, fra ambizione letteraria e dolore, talento e sensi di colpa creerà il suo capolavoro: Amleto!

Il senso del film è tutto qui. Non la rappresentazione della sofferenza ma una riflessione sul lutto che sottolinea la forza e la capacità dell’Arte. Trasformare un dolore personale in uno dei lavori artistici più universali. Una Catarsi terapeutica struggente. Un modo per un padre, non potendo riportare in vita il figlio di rendere eterna la sua memoria e farlo vivere per sempre nei suoi versi.

Un’idea intrigante con qualche eccesso di fantasia ma convincente. Zhao lavora per sottrazione e realizza un’eccezionale elegia visiva fortemente coinvolgente. Consente al pubblico di immedesimarsi nella storia e nelle passioni con intensi primi piani. Esalta con un lavoro di cesello fotografico gli ambienti poco illuminati per accentuare la cupezza degli animi addolorati. Porta così lo spettatore su un piano emotivo elevato. Un lavoro intelligente e complesso che sa ben toccare i sensi e le emozioni con immagini evocatrici e un’ottima direzione degli interpreti. La Burkley è il cuore pulsante del film, gli dà vita reale e con il suo magnetismo affascina, impressiona e commuove.

Un film più che ottimo. Già premiati con i Golden Globe e con 8 Nomination significative per gli Oscar, sentiremo sicuramente riparlare di Hamnet e della sua interprete nella notte del 15 Marzo.

data di pubblicazione:04/02/2026


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2 Commenti

  1. Bello bello bello questo film e bella bella bella la recensione! La Buckley è davvero magnetica e commovente e di una bravuta incredibile, come dite. Grazie!

  2. Bella e giusta la recensione. bello e avvincente il film. Favoloso!
    Difficile non condividere il vostro giudizio dopo aver visto un tale lavoro sull’amore, sul dolore e sul genio creativo. Un dramma intimo di una immensa poesia e con una attrice bravissima.

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