ETERNITY di David Freyne, 2025

3 Dic 2025 | Accredito Cinema, Novità

(Immagine tratta da cartella stampa)

Il punto di partenza di Eternity è tanto semplice quanto carico di potenziale emotivo: dopo la morte, la protagonista, Joan Cutler (Elizabeth Olsen), si ritrova in un limbo burocraticamente organizzato, simile a un gigantesco convention center, dove le anime devono scegliere il loro aldilà., tra una miriade di eccentriche offerte, da spiagge per sempre, a infine feste anni ’70. A complicare la scelta due uomini l’attendono, il marito Larry (Miles Teller) con cui ha vissuto tutta la vita adulta, e il suo primo amore Luke (Callum Turner), morto giovane in guerra e in attesa di riunirsi a lei da 67 anni.

Questa struttura, un triangolo amoroso in chiave metafisica, è molto intrigante perché fonde la commedia romantica con la riflessione esistenziale. Cos’è l’amore? È la passione intensa del primo incontro o il rapporto costruito su anni di convivenza e memoria condivisa?

Le interpretazioni degli attori sono delicate, umane, credibili. La Olsen porta sullo schermo la confusione e l’angoscia di Joan con autentica naturalezza. Teller e Turner interpretano rispettivamente la stabilità del marito e la passione malinconica del giovane amore con estrema sensibilità.

La spiccata vena umoristica, che alleggerisce questioni profonde come amore, memoria e morte, pone il film a metà tra dramma, ma mai esasperato, e commedia, ma mai banale. E questo equilibrio è la sua arma più riuscita. Certamente, però, chi si dovesse aspettare profonde meditazioni sulla vita ultraterrena, sull’identità o sul significato della vita, rimarrebbe deluso, perché la pellicola resta sempre su un terreno leggero, romantico e rassicurante, cadendo forse, a volte, anche in cliché.

In generale, quindi, Eternity non è un capolavoro alto, né ha la pretesa di cambiare radicalmente il genere, ma è comunque godibile, ben costruito, delicato e spesso commovente. Un esperimento riuscito, in larga parte, anche grazie alla cura visiva, alle performance discrete e al tono capace di miscelare tenerezza e ironia. Una pellicola che non pretende troppo e proprio per questo conquista, facendo sorridere e piangere, e rimanendo sempre sorprendentemente umana, anche mentre parla di ciò che viene dopo l’ultima pagina della vita.

data di pubblicazione: 3/12/2025


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