ENZO di Robin Campillo, 2025

27 Ago 2025 | Accredito Cinema, Novità

Immagine tratta da cartella stampa

Enzo, di appena sedici anni, ha deciso di abbandonare gli studi e di lavorare come apprendista operaio. La sua famiglia è molto benestante e vive in una villa con piscina nel sud della Francia. Sul posto di lavoro il ragazzo è sotto la supervisione di Vlad, giovane ucraino più grande di lui. Enzo è affascinato dal collega che in qualche modo lo trascina nel suo mondo caotico, ben diverso da quello stereotipato in cui è costretto a vivere…

Enzo è stato il film di apertura alla Quinzaine des Cinéastes del Festival di Cannes 2025. Scritto dal francese Laurent Cantet, morto poco prima dell’inizio delle riprese, è stato poi completato e diretto dal suo collaboratore Robin Campillo. Il regista affronta il tema specifico del disagio dei giovani di oggi nel trovare una propria collocazione all’interno della famiglia e, in generale, nella società.

Il protagonista (Eloy Pohu) vive in un contesto sereno con un padre (Pierfrancesco Favino) e una madre (Élodie Bouchez) che si prendono costantemente cura di lui e lo vorrebbero inserito nell’ambiente agiato dove loro stessi vivono. L’esempio del fratello maggiore, tutto dedito agli studi, non gli è di alcun aiuto. Il suo atto di ribellione si manifesta nel lavorare come manovale presso un cantiere edile. Qui Enzo incontrerà una situazione completamente diversa fatta di operai provenienti da vari paesi che devono lottare per guadagnarsi una vita decente. Un film quindi di formazione dove il regista affronta il problema dei giovani, spesso in difficoltà a riconoscersi in una società che li vuole tutti istruiti e ben integrati, in un contesto che spesso non gli appartiene. Il ragazzo non è d’accordo con tutto il suo entourage e preferisce la compagnia sgangherata dei suoi colleghi di lavoro. Tra questi il carismatico Vlad (Maksym Slivins’kyi) che incarna il prototipo della mascolinità e della risolutezza e che ben si contrappone alla figura di Enzo, ancora in quella fase della vita dove non si sa bene dove andare e cosa fare. Un’attrazione fatale che lui sperimenta e che, superando ogni timidezza, lo porterà a toccare quell’oggetto di desiderio proibito.

L’esordiente Eloy Pohu è protagonista assoluto della scena e se la cava molto bene nell’incarnare il tipo di giovane, ribelle a tutto ciò di precostituito, che con determinazione affronta i rischi di una decisione, non approvata dai genitori. La sua ribellione è un atto di sfida contro la monotonia e la superficialità della vita familiare e rappresenta una ricerca di libertà. Lui vuole scoprire la sua vera identità, incluso quella sessuale, e si impegna a trovare il suo posto nel mondo. Il regista vuole così denunciare l’inconsistenza e l’ipocrisia di un certo tipo di borghesia e ricerca quell’autenticità che può essere trovata solo al di fuori delle sue vuote convenzioni.

Il film Enzo è reso ancora più intenso e convincente dall’ottima interpretazione di Pierfrancesco Favino. In effetti riesce a dare vita a un padre severo ma anche indulgente, preoccupato per il futuro del figlio ma anche disposto a lasciargli spazio per le sue scelte.

data di pubblicazione: 27/08/2025


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2 Commenti

  1. Film lento, inutilmente lento.Ti aspetti che arrivi un finale che giustifichi tanta “preparazione” ed invece la prevedibilità è dietro l’angolo. E’ giusto vederlo, ma non vi aspettate molto.

  2. Ennesimo film in salsa diversa del coming of Age, tema oramai all’ordine del giorno…ed è un bene che sia così e che gli “adulti” (almeno anagraficamente parlando) se ne rendano conto
    Il film però lo esplicita in modo un po’ tipico dei film sperimentali del secolo scorso…come se mezzo secolo di evoluzione del linguaggio cinematografico non fosse trascorso
    Direi da vedere solo per “obblighi culturali”

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