ELENA DEL GHETTO di Stefano Casertano, 2026

29 Gen 2026 | Accredito Cinema, Novità

(Foto tratta da cartella stampa)

Elena del Ghetto non è semplicemente un film di memoria storica, è una messa in scena della ribellione individuale come forma di resistenza culturale ed umana. Ambientato tra il 1938 ed il 1943, racconta la storia vera di Elena Di Porto, una donna ebrea romana che cerca di avvertire la comunità del Ghetto di Roma dell’imminente rastrellamento nazista, senza essere creduta. Una trama drammatica rielaborata senza retorica, che restituisce al pubblico una figura femminile intensa, emotivamente complessa e scomoda nel senso più profondo del termine.  

Il regista Stefano Casertano, al suo esordio nel lungometraggio, rifugge i codici consolatori del cinema di memoria più convenzionale, non limitandosi a registrare gli eventi, ma accompagnandoci nelle strade, nelle piazze e nelle case del Ghetto, per restituirci la densità di un microcosmo sociale dilaniato dalle leggi razziali e dalla diffidenza interna.

La sceneggiatura, curata dallo stesso Casertano con Alessandra Kre e Francesca Della Ragione, intreccia con naturalezza momenti di tensione con pause di ironia amara o di affettuosa quotidianità, riuscendo così a dare respiro a un personaggio che, pur nel suo coraggio straordinario, resta un essere umano con dubbi, passioni e contraddizioni.

Al centro di tutto, con una performance di grande carattere e levità, c’è Micaela Ramazzotti nei panni di Elena, che esce dal “suo” e non interpreta un’eroina idealizzata, ma una donna concreta, irriverente, istintiva, capace di accendere la scena con uno sguardo o un gesto deciso, eppure vulnerabile nelle sue battaglie interiori. Il suo lavoro di costruzione del personaggio, che ha incluso lo studio del giudaico romanesco per restituire la parlata autentica dell’epoca, si percepisce in ogni battuta, in ogni sfumatura di intonazione, rendendo Elena non un simbolo astratto, ma una persona viva e complessa.

La colonna sonora di Matteo Curallo, arricchita da un brano originale di Ermal Meta, accompagna con delicatezza senza cadere nel sentimentalismo, rafforzando l’intensità drammatica di molte scene.

La grandezza di Elena del Ghetto sta nella sua capacità di parlare al presente attraverso il passato. Il film non chiede al pubblico di piangere per la Shoah in quanto tale, ma di riconoscere nella figura di Elena l’urgenza di una voce che si rifiuta di essere zittita di fronte all’ingiustizia, una voce che sia di esempio anche ai nostri giorni, quando il coraggio di andare controcorrente resta ancora una scelta difficile.

data di pubblicazione:29/01/2026


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