Eddington immaginaria cittadina nel New Mexico. Nella drammatica fase iniziale del Covid lo sceriffo J. Phoenix è in contrasto con il sindaco uscente P. Pascal. La loro rivalità, arricchita da vecchi rancori per E. Stone moglie dello sceriffo, sfocerà in un conflitto che coinvolgerà tutti…
Presentato a Cannes ’25 e alla recente Festa di Roma senza mai esaltare critica e pubblico, Eddington è la quarta opera di Aster. L’ idolo del Cinema Indie dopo aver rielaborato i codici dell’horror onirico e del dramma psicologico lascia il Fantastico per affrontare la Realtà: l’angoscia dell’America attuale. Non c’è infatti più bisogno di ricorrere ai mostri, l’orrore è già tutto nella bestialità umana della società stessa e del suo quotidiano. Un’America ripiegata su di sé, legata al culto delle armi, polarizzata fra opposte fazioni, Trumpismo, teorie complottiste, verità alternative, tensioni raziali e fautori del M.A.G.A. Un film sulla paura. Paura dell’altro, della verità e della realtà. Il Covid è solo un pretesto narrativo per evidenziare la paranoia di una nazione sul punto di implodere oppressa dalla violenza, dalla diffidenza e dall’ipocrisia ed appena sorretta ancora da una labile apparenza di ordine.
Il regista inquadra la vicenda nella maniera di un Neo-Western. Si destreggia infatti con i codici classici del Genere, evoca il mito fondativo della conquista dell’Ovest e restituisce con amarezza ciò che il Grande Paese è divenuto oggi. Il Sogno Americano trasformatosi in un incubo. Un western che si rifà ai Coen ed anche a Tarantino segnato come è da un feroce humour nero e dalla violenza. Una satira politica, una commedia nera che poi deborda in un thriller allucinante. Un mero pretesto per rappresentare, senza fare diagnosi o offrire soluzioni, il collasso di una Democrazia minata dalla sfiducia e dalla violenza congenita.
Nessun personaggio è gradevole. Phoenix nei panni dell’antieroe è bravo e porta tutto il film sulle sue spalle, gli altri attori pur apprezzabili, sono sacrificati in ruoli marginali. Eddington è di certo un lavoro ambizioso ed anche interessante ma sviluppa troppi temi ed alla fine pur mantenendo costante la tensione resta schiacciato sotto il proprio stesso peso. La narrazione si fa presto incoerente, caotica e si perde priva di una visione d’insieme. Il film risulta infatti troppo lungo, disordinato e intricato sia visivamente sia narrativamente. Peccato! Un’idea interessante, un gran lavoro ma il risultato è parecchio opinabile ed avrebbe di sicuro guadagnato con una maggiore concisione ed un miglior montaggio. Un’occasione non sfruttata in pieno.
data di pubblicazione:27/10/2025
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