(20ª FESTA del CINEMA di ROMA 2025)
Mathias (F. Civil) è un apprezzato pianista appena rientrato in Francia dopo anni. Ritrova Elena (C. Rampling) la sua mentore che gli propone una serie di concerti in coppia a Lione. Casualmente Mathias incontrerà anche il suo vecchio amore con effetti inattesi e sconcertanti. Il suo piccolo mondo cadrà a pezzi…
Fin dal suo debutto Desplechin ha creato ed alimentato un proprio universo cinematografico in cui ogni volta cerca di sondare e cogliere un aspetto della complessità umana: le tante variabili dei legami affettivi e dei sentimenti ed il loro peso sui rapporti e sull’esistenza.
In Deux pianos, l’Autore esplora i seducenti meandri della Memoria ed i loro effetti sugli animi tormentati dei suoi personaggi. Una riflessione sulla Memoria che può paralizzare o che può rappresentare il senso di tutta una vita. Memoria di un amore perduto, capacità di memorizzare gli spartiti e paura di perderla. E con la Memoria inevitabilmente il Tempo che passa, i desideri, i sentimenti, le occasioni, i rimpianti e le traiettorie umane ed artistiche che si incrociano, confliggono, si ricercano, si perdono. I turbamenti dei protagonisti che tentano di conciliare le incongruenze delle loro vite sono lo spunto da cui il regista avvia la sua narrazione. Al centro ci sono le crisi di identità e le fragilità di persone incapaci di accettare la Realtà, di procedere oltre e affrontare la Vita. Di certo un soggetto convenzionale già visto molte altre volte: un melodramma classico e romantico.
Desplechin sublima però il mélo con un’eccezionale direzione degli attori e con una regia, un ritmo ed un montaggio dinamico, insolito e a tratti anche bizzarro. Rifiuta le convenzioni stilistiche, evita il tradizionale campo e controcampo nei dialoghi, taglia le scene ed i dialoghi stessi in modo inusuale. Le riprese poi sono sempre con la cinepresa in spalla quasi fosse un documentario catturando le emozioni senza però soffermarcisi più di tanto. Il tono romantico nonostante tutto permane, anzi viene ancor più accentuato dalla Musica, quasi personaggio a sé stante, che tutto avvolge con Bach, Chopin, Bartok… Gli attori recitano in modo misurato e sono tutti giusti nel dare corpo e sguardi alle loro prese di coscienza. La Rampling è brava e affascinante.
Deux pianos non è certo perfetto. Il film è però una riflessione intima e delicata sul mal di vivere e sulla fragilità degli esseri umani e dei sentimenti. Un dramma romantico discreto, gradevole sul piano formale e non privo di un certo fascino melanconico che può anche sedurre. Un mélo singolare, sincero ed elegante che melomani e cinefili apprezzeranno e gli altri guarderanno con interesse.
data di pubblicazione:25/10/2025







Ho visto il film alla Festa prima di leggere Accreditati.Trovo che la bella recensione abbia colto perfettamente l’essenza del film, fatto di sentimenti, emozioni e vita reale. Profondo e in perfetto equilibrio.