con Francesco Cotroneo, Ivo Randaccio e Nila Prisco
(Off/Off Theatre – Roma, 10/11 dicembre 2025)
Ha debuttato in prima assoluta lo scorso 10 dicembre all’Off/Off Theatre il nuovo testo firmato dal regista e autore Paolo Tommaso Tambasco. Coprifuoco 2020 – già vincitore della sezione prosa nella passata stagione al Concorso “Ribalta Giovani” della sala di via Giulia – è una storia piena di colpi di scena, che intreccia i destini di tre trentenni alle prese con le proprie frustrazioni, amplificate dal clima soffocante dell’emergenza sanitaria. Michele, Carlo e Greta emergono come il vivido ritratto di una generazione costretta a misurarsi con l’inesorabile scarto tra i propri desideri e le limitate possibilità offerte dal contesto.
A teatro, si sa, ogni elemento scenico, gesto o parola è calibrato con precisione per sostenere la narrazione. In questo allestimento, i quadri che riproducono le composizioni astratte di Kandinskij, appesi nel salotto di Carlo, uno dei protagonisti, non sono affatto un dettaglio secondario. Lungi dall’essere un semplice vezzo estetico, le sinfonie geometriche e cromatiche del maestro russo offrono lo spunto metaforico per richiamare visivamente il complesso garbuglio umano e relazionale che avvolge i tre personaggi. Insieme, Carlo, Michele e Greta incarnano le difficoltà di un’età di transizione, una generazione che fatica ad affermarsi, perennemente in cerca di un proprio posto nel mondo e desiderosa di affrancarsi da schemi predefiniti e riti sociali da espletare. Superata la fatidica soglia dei trent’anni, la vita sembra esigere a gran voce il raggiungimento di traguardi standardizzati: un lavoro stabile, un matrimonio, dei figli, una casa, un’auto.
La vicenda è ambientata nel 2020, l’anno della pandemia. È la sera prima del matrimonio di Saverio e Greta. Ci si può incontrare, ma vige ancora l’obbligo del coprifuoco. Carlo (Ivo Randaccio) decide di organizzare un addio al celibato nel suo appartamento per il vecchio amico di scuola Saverio, invitando anche Michele (Francesco Cotroneo). Sono trascorsi molti anni dall’esame di maturità, e il rivedersi impone un confronto serrato. Si fanno bilanci, si elencano i traguardi raggiunti, si pesano le promesse mantenute e le scelte mancate. Carlo si presenta come un uomo realizzato ed entusiasta, mentre Michele, dal profilo più analitico e problematico, sembra aver collezionato, a suo dire, solo fallimenti.
Al posto di Saverio, che tarda ad arrivare, fa la sua irruzione Greta (Nila Prisco). È il primo di una serie di inaspettati colpi di scena che complicano e caratterizzano l’intera trama. Dal passato iniziano ad affiorare non detti e segreti che obbligano i tre protagonisti a un confronto autentico e doloroso, anche se non mancano momenti di ironia e leggerezza. Crollano le certezze, si svelano le illusioni e, alla fine, rimane la fotografia esatta di una generazione che fa i conti con l’ombra del fallimento.
I personaggi, proseguendo nella metafora pittorica, sono ben disegnati e splendidamente costruiti. Le interazioni tra Cotroneo e la Prisco risultano particolarmente efficaci, vibranti di un’intensità e di un realismo quasi cinematografico, pienamente in linea con la cifra stilistica voluta dall’autore.
Ci si può illudere di aver fatto la scelta giusta e di vivere una vita perfetta, ma alla fine, in ognuno di noi, alberga un “mostro” con cui prima o poi dovremo confrontarci, e che inesorabilmente urlerà per uscire allo scoperto.
data di pubblicazione:24/12/2025
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