Anche ai Francesi…” non tutte le ciambelle vengono con il buco”! C’était mieux demain è una commedia molto leggera e popolare scientemente voluta come tale dagli autori e così costruita per piacere a tutti. All’atto pratico scontenta invece un po’ tutti perché risulta un film di non particolare raffinatezza, sottigliezza e originalità.
Il viaggio nel Tempo, pur se non originale è un ottimo filone cinematografico che può ben ispirare gli sceneggiatori, se bravi.
Lo spunto narrativo di C’était mieux demain con cui si è chiusa la XVI Edizione di Rendez- Vous – Festival del Nuovo Cinema Francese è assai semplice: una coppia normalissima di un paesino della Francia profonda, tradizionale e patriarcale del 1958 si ritrova per caso catapultata nella Francia caotica del 2025.
Per la sua opera prima la Millereau prova a sfruttare tutte le possibili opportunità di un confronto fra gli Anni ‘50 ed i giorni nostri. Insieme agli sceneggiatori cerca quindi di regalarci una commedia tanto assurda quanto potenzialmente comica che flirta con ben più illustri precedenti provando a fondere realtà ed irrealtà e ad accennare anche a temi non banali di attualità. L’emancipazione femminile, i nuovi valori sociali e sessuali, le innovazioni tecnologiche e la presa in giro di un certo maschilismo di provincia. La sceneggiatura risulta però piuttosto debole.
La regista per alimentare i toni della commedia prova a costruire una narrazione tutta giocata sugli equivoci ma tende ad abusarne troppo. Lo humour raffinato latita ed i toni si fanno presto farseschi a scapito della tensione narrativa generale. Il breve avvio nel 1958 è interessante e gradevole ma ben presto quando nel 2025, il ritmo rallenta, perde efficacia fino ad impantanarsi nella ripetitività. È evidente che il filo conduttore non riesce a trasmettere alcuna tensione. Si scivola quindi nella riproposizione di situazioni simili, prevedibili o poco divertenti. Una sequenza di cliché, di gag, di stereotipi e battute poco sottili. La recitazione è sopra i toni, quasi caricaturale, in un contesto visuale appesantito da un gioco poco originale di campi e controcampi.
Peccato! Il risultato non è del tutto all’altezza dei propositi e dà la sensazione di un lavoro senza ambizione né sorprese nella scrittura e nella realizzazione.
C’était mieux demain poteva essere una di quelle belle piccole commedie popolari francesi di buoni sentimenti, garbata e spiritosa che giocava sulle tradizioni obsolete. Non riesce invece ad andare oltre un po’ di divertimento superficiale né a trasmettere emozioni o spunti di riflessione. Una commedia appena discreta di cui ci si dimentica subito. Alla regista andrà offerta una prova d’appello.
data di pubblicazione:12/04/2026






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