BRUNELLO, IL VISIONARIO GARBATO di Giuseppe Tornatore, 2025

6 Dic 2025 | Accredito Cinema, Novità

(Immagine tratta da cartella stampa)

Un ritratto a tutto tondo dell’uomo, e dell’uomo di impresa, che è Brunello Cucinelli, da umile ragazzo cresciuto nella campagna umbra, a fondatore di un impero mondiale, sempre animato da una visione che coniuga estetica, dignità del lavoro e umanesimo. Giuseppe Tornatore torna alla forma del documentario, dopo il successo di Ennio, per raccontare una figura che incarna un’idea di eccellenza italiana altrettanto distintiva.

Non si tratta, però, di un semplice documentario cronachistico, né di un biopic enfatico. Tornatore sceglie una strada ibrida, fatta di ricostruzioni narrative, immagini d’archivio, interviste e momenti di fiction, con tre interpreti che incarnano Cucinelli nelle varie fasi della vita. A questo si aggiunge un elemento metacinematografico e quasi allegorico, la metafora della partita a carte con un “misterioso antagonista”, che fa da leit motiv per tutta la durata del film, scandendo i capitoli della vita di Cucinelli.

Il montaggio, sostenuto da una colonna sonora curata da Nicola Piovani, accompagna le transizioni con misura, senza fare cadere l’operazione nel melodramma o nella retorica facile. La fotografia è sontuosa, con riprese aeree e campi lunghi che esaltano la luce e la quiete dei paesaggi umbri, in particolare Solomeo, non più borgo, ma vero e proprio set ideologico. La mise en scene trasforma i luoghi dell’infanzia e dell’attività in spazi quasi sacrali, specchio della “filosofia della bellezza” di Cucinelli.

Il fil rouge non è il successo economico, quanto l’evoluzione di un ethos, da contadino a imprenditore globale, Cucinelli si adopera per far convivere lavoro, bellezza, dignità e responsabilità sociale. La pellicola non nasconde l’intento di omaggiare un pensatore prima dell’imprenditore, citando con naturalezza figure come Marco Aurelio e Kant. Le testimonianze di persone vicine e personalità internazionali, da Oprah Winfrey a Patrick Dempsey, contribuiscono a dare spessore al personaggio. E forse è proprio in questa celebrazione che troviamo l’unico limite dell’operazione, l’assenza di un vero contraddittorio o di zone d’ombra che rende il ritratto a tratti troppo levigato.

Brunello il visionario garbato è un racconto delicato, con una regia ineccepibile, un’opera elegante e sentita, un’esperienza visiva e sonora di grande impatto, che merita di essere vista non solo come racconto biografico, ma come saggio cinematografico su un’utopia realizzata.

data di pubblicazione.06/12/2025


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