da Antonella Massaro | Mag 4, 2024
La 69a edizione dei David di Donatello restituisce una fotografia completa di una stagione cinematografia indubbiamente fortunata per il cinema italiano, che torna a proporre storie “da grande schermo” e che scomette, come nella nostra migliore tradizione, su film capaci di veicolare un messaggio culturale, sociale e, lato sensu, politico.
Io capitano di Matteo Garrone, dopo la delusione degli Oscar, trionfa in patria, vincendo nelle categorie del miglior film e della miglior regia.
Anche grandi attese per C’è ancora domani, che aveva raggiunto il record delle diciannove candidature per un film d’esordio, non sono andate deluse. Paola Cortellesi si aggiudica il premio come miglior regista esordiente e come miglior attrice protagonista, mentre Emanuela Fanelli è la migliore tra le attrici non protagoniste. C’è ancora domani, poi, si porta a casa il David per la migliore sceneggiatura non originale, firmata da Furio Andreotti, Giulia Calenda e Paola Cortellesi. “Scontato”, poi, il David dello spettatore a C’è ancora domani, che, con i suoi cinque milioni e mezzo di spettatori, si consacra il “fenomeno” degli ultimi anni.
Palazzina Laf incorona le migliori interpretazioni maschili: Michele Riondino è il miglior attore protagonista, Elio Germano il miglior attore non protagonista. Diodato, poi, si aggiudica il premio per la migliore canzone originale, con La mia terra.
La miglior sceneggiatura adattata è quella di Rapito di Marco Bellocchio.
Il miglior film internazionale è Anatomia di una caduta di Justine Triet.
Degni di nota anche i David alla carriera a Milena Vukotic e Giorgio Moroder, nonché il David speciale a Vincenzo Mollica.
Qui di seguito la lista completa delle candidature per ciascuna categoria e dei rispettivi vincitori.
Miglior film
Io capitano, regia di Matteo Garrone
C’è ancora domani, regia di Paola Cortellesi
Il sol dell’avvenire, regia di Nanni Moretti
La chimera, regia di Alice Rohrwacher
Rapito, regia di Marco Bellocchio
Miglior regia
Matteo Garrone – Io capitano
Nanni Moretti – Il sol dell’avvenire
Andrea Di Stefano – L’ultima notte di Amore
Alice Rohrwacher – La chimera
Marco Bellocchio – Rapito
Miglior regista esordiente
Paola Cortellesi – C’è ancora domani
Giacomo Abbruzzese – Disco Boy
Micaela Ramazzotti – Felicità
Michele Riondino – Palazzina Laf
Giuseppe Fiorello – Stranizza d’amuri
Migliore sceneggiatura originale
Furio Andreotti, Giulia Calenda e Paola Cortellesi – C’è ancora domani
Francesca Marciano, Nanni Moretti, Federica Pontremoli e Valia Santella – Il sol dell’avvenire
Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Massimo Ceccherini e Andrea Tagliaferri – Io capitano
Alice Rohrwacher, Marco Pettenello e Carmela Covino – La chimera
Maurizio Braucci e Michele Riondino – Palazzina Laf
Migliore sceneggiatura adattata
Marco Bellocchio, Susanna Nicchiarelli, Edoardo Albinati e Daniela Ceselli – Rapito
Pietro Marcello, Maurizio Braucci e Maud Ameline – Le vele scarlatte
Giorgio Diritti e Fredo Valla – Lubo
Emma Dante, Elena Stancanelli e Giorgio Vasta – Misericordia
Sydney Sibilia e Armando Festa – Mixed by Erry
Miglior produttore
Archimede, Rai Cinema, Pathé e Tarantula – Io capitano
Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, Vision Distribution in collaborazione con Sky e Netflix – C’è ancora domani
Nicola Giuliano, Francesca Cima, Carlotta Calori, Viola Prestieri per Indigo Film, Pierpaolo Verga, Edoardo De Angelis per O’ Groove, Paolo Del Brocco per Rai Cinema, Attilio De Razza per Tramp Limited, Mariagiovanna De Angelis per Vgroove, Antonio Miyakawa per Wise Pictures – Comandante
Giulia Achilli, Marco Alessi, Lionel Massol, Pauline Seigland e André Logie – Disco Boy
Carlo Cresto-Dina con Rai Cinema – La chimera
Miglior attrice protagonista
Paola Cortellesi – C’è ancora domani
Linda Caridi – L’ultima notte di Amore
Isabella Ragonese – Come pecore in mezzo ai lupi
Micaela Ramazzotti – Felicità
Barbara Ronchi – Rapito
Miglior attore protagonista
Michele Riondino – Palazzina Laf
Antonio Albanese – Cento domeniche
Valerio Mastandrea – C’è ancora domani
Pierfrancesco Favino – Comandante
Josh O’Connor – La chimera
Migliore attrice non protagonista
Emanuela Fanelli – C’è ancora domani
Barbora Bobulova – Il sol dell’avvenire
Alba Rohrwacher – La chimera
Isabella Rossellini – La chimera
Romana Maggiora Vergano – C’è ancora domani
Miglior attore non protagonista
Elio Germano – Palazzina Laf
Giorgio Colangeli – C’è ancora domani
Adriano Giannini – Adagio
Vinicio Marchioni – C’è ancora domani
Silvio Orlando – Il sol dell’avvenire
Migliore autore della fotografia
Paolo Carnera – Io capitano
Davide Leone – C’è ancora domani
Ferran Paredes Rubio – Comandante
Hélène Louvart – La chimera
Francesco Di Giacomo – Rapito
Miglior compositore
Subsonica – Adagio
Lele Marchitelli – C’è ancora domani
Franco Piersanti – Il sol dell’avvenire
Andrea Farri – Io capitano
Santi Pulvirenti – L’ultima notte di Amore
Migliore canzone originale
La mia terra (musica, testo e interpretazione di Diodato) – Palazzina Laf
Adagio (musica, testo e interpretazione dei Subsonica) – Adagio
La vita com’è (musica, testo e interpretazione di Brunori Sas) – Il più bel secolo della mia vita
Baby (musica di Andrea Farri, testo e interpretazione di Seydou Sarr) – Io capitano
‘O Dj (Don’t Give Up) (musica, testo e interpretazione di Liberato) – Mixed by Erry
Miglior scenografo
Andrea Castorina e Valeria Vecellio – Rapito
Paola Comencini e Fiorella Cicolini – C’è ancora domani
Carmine Guarino e Iole Autero – Comandante
Dimitri Capuani e Roberta Troncarelli – Io capitano
Emita Frigato e Rachele Meliadò – La chimera
Miglior costumista
Sergio Ballo e Daria Calvelli – Rapito
Alberto Moretti – C’è ancora domani
Massimo Cantini Parrini – Comandante
Stefano Ciammitti – Io capitano
Loredana Buscemi – La chimera
Miglior truccatore
Enrico Iacoponi – Rapito
Antonello Resch, Lorenzo Tamburini, Michele Salgaro Vaccaro e Francesca Galafassi – Adagio
Ermanno Spera – C’è ancora domani
Paola Gattabrusi e Lorenzo Tamburini – Comandante
Dalia Colli e Roberta Martorina – Io capitano
Miglior acconciatore
Alberta Giuliani – Rapito
Teresa Di Serio – C’è ancora domani
Massimo Gattabrusi – Comandante
Stefano Ciammitti e Dalia Colli – Io capitano
Daniela Tartari – La chimera
Miglior montatore
Marco Spoletini – Io capitano
Valentina Mariani – C’è ancora domani
Giogiò Franchini – L’ultima notte di Amore
Nelly Quettier – La chimera
Francesca Calvelli e Stefano Mariotti – Rapito
Miglior suono
Maricetta Lombardo, Daniela Bassani, Mirko Perri e Gianni Pallotto – Io capitano
Filippo Porcari, Alessandro Feletti, Luca Anzellotti e Paolo Segat – C’è ancora domani
Valentino Gianni, Alessandro Feletti, Mirko Perri e Giancarlo Rutigliano – Comandante
Alessandro Zanon, Marta Billingsley, Fabrizio Quadroli e Paolo Segat – Il sol dell’avvenire
Xavier Lavorel, Marta Billingsley e Maxence Ciekawy – La chimera
Migliori effetti speciali visivi
Laurent Creusot e Massimo Cipollina – Io capitano
Stefano Leoni e Flaminia Maltese – Adagio
Kevin Tod Haug e Stacey Dodge – Comandante
Fabio Tomassetti e Daniele Tomassetti – Denti da squalo
Rodolfo Migliari e Lena Di Gennaro – Rapito
Miglior documentario
Laggiù qualcuno mi ama, regia di Mario Martone
Enzo Jannacci – Vengo anch’io, regia di Giorgio Verdelli
Io, noi e Gaber, regia di Riccardo Milani
Mur, regia di Kasia Smutniak
Roma, santa e dannata, regia di Roberto D’Agostino, Marco Giusti e Daniele Ciprì
Miglior cortometraggio
The Meatseller, regia di Margherita Giusti
Asterión, regia di Francesco Montagner
Foto di gruppo, regia di Tommaso Frangini
In quanto a noi, regia di Simone Massi
We Should All Be Futurists, regia di Angela Norelli
Miglior film internazionale
Anatomia di una caduta, regia di Justine Triet
As bestas, regia di Rodrigo Sorogoyen
Foglie al vento, regia di Aki Kaurismäki
Killers of the Flower Moon, regia di Martin Scorsese
Oppenheimer, regia di Christopher Nolan
David Giovani
C’è ancora domani, regia di Paola Cortellesi
Comandante, regia di Edoardo De Angelis
Io capitano, regia di Matteo Garrone
L’ultima volta che siamo stati bambini, regia di Claudio Bisio
Stranizza d’amuri, regia di Giuseppe Fiorello
David speciale
Milena Vukotic – alla carriera
Giorgio Moroder – alla carriera
Vincenzo Mollica – David speciale
David dello spettatore
C’è ancora domani, regia di Paola Cortellesi
data di pubblicazione: 4/5/2024
da Giovanni M. Ripoli | Mag 2, 2024
È ispirato, alla lontana, dall’omonima serie TV degli anni ’80, in Italia, Professione Pericolo. Si narra di un abile stuntman, Colt, cascatore, controfigura di un attore becero ma famoso, coinvolto in una serie di avventure, incredibilmente rischiose, nel tentativo di riconquistare la donna dei suoi sogni.
Come descrivere un ruolo professionale, fondamentale nei film di azione, renderlo personaggio simpatico e affascinante e al tempo stesso, parlare di se stessi? Lo sa bene David Leitch, uno che quel lavoro lo ha fatto per anni ed oggi, in qualità di regista, ne celebra il mito. Per la verità, è un po’ che il nostro si cimenta alla regia con risultati altalenanti (Atomic Blonde, Deadpool 2, Fast&Furious, discreti, John Wick, Bullet Train, buoni). Con The Fall Guy realizza certamente il suo miglior film. Una pellicola, occorre dirlo, che può dividere spettatori e pubblico in quanto ha il pregio/difetto di accarezzare più generi che si confondono, direi volutamente, fra loro. È un action movie? Si! E dei più scanzonati e movimentati. È un film sul cinema? Certamente si! È un Thriller? In buona parte. Ma è anche una commedia sentimentale? Certo! Ecco allora che il coacervo che ne viene fuori potrebbe far pensare o a un esagerato guazzabuglio o a uno spettacolo globale, a seconda dell’approccio personale. Onestamente ho trovato The Fall Guy estremamente dinamico, ironico, divertente, adrenalinico. Ricco di spunti scoppiettanti in tutti i sensi (c’è il record di otto scappottamenti di un auto, al cinema mai visto prima!), di gags brillanti, di scene mozzafiato, di continue citazioni da cinefili, di attori in gran forma. In buona sostanza, un mix di situazioni un riuscito pastiche, che finisce per coinvolgere lo spettatore., pur con qualche inevitabile pausa. La trama è semplice, ma ben articolata. Il protagonista Colt Seavers, uno straordinario Ryan Gosling, è uno stuntman che dopo un incidente imprevisto, non lavorerà per diciotto mesi. Si allontanerà dalla dolce fidanzata Jody (Emily Blunt, finalmente in un ruolo brillante), divenuta nel mentre regista a pieno titolo di un rozzo film di fantascienza che si gira a Sidney. Mi fermo qui perché succede di tutto e di più al ritorno di Colt, controfigura del bolso protagonista del film in lavorazione. Ci saranno complotti, rocamboleschi inseguimenti (nelle strade di Sydney e nel mare di fronte alla Opera House), voli surreali, botte da orbi (picchiano duro anche le girls) e scene che neanche James Bond o Mission Impossible…! La narrazione, spettacolare come non mai, è però sempre intrisa di ironia alleggerita da siparietti rosa e da una celata critica allo star system hollywoodiano.
Altro merito, non da poco, l’assenza inconsueta di volgarità, cosi come la presenza di una robusta e variegata colonna sonora. Dunque, non di capolavoro trattasi, ma certamente di un onesto spettacolo per tutti, in linea col concetto di un divertimento costato solo 130 milioni di dollari, come solo il buon cinema sa offrire. Un film che anche nel post- finale rende omaggio agli stuntmen, figure spesso misconosciute ma essenziali, per la buona riuscita dei film d’azione. Proprio come quel David Leitch degli inizi, oggi affermato regista.
data di pubblicazione:2/05/2024
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