IL GATTOPARDO di Tom Shankland, 2025 – Serie Netflix

IL GATTOPARDO di Tom Shankland, 2025 – Serie Netflix

Con la spedizione dei Mille, al comando di Giuseppe Garibaldi, si tenterà di rovesciare il governo borbonico per annettere la Sicilia al nascente Regno d’Italia, sotto la monarchia dei Savoia. Don Fabrizio Corbera, principe di Salina, gode ancora dei privilegi di un’aristocrazia destinata però ad essere travolta dai nuovi moti rivoluzionari. Tancredi, nipote del principe, nonostante si sia arruolato nelle truppe garibaldine, riassicura lo zio con la celebre frase: “Se vogliamo che tutto rimanga com’è, bisogna che tutto cambi”…

Se si vuole tentare un approccio obiettivo e sincero a questa recente edizione cinematografica del famoso romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa bisognerà dimenticare l’omonimo film diretto da Luchino Visconti. Non sarà impresa facile perché, anche se si deve tornare a ritroso di sessanta anni, nella memoria di noi tutti riappaiono le immagini patinate di interpreti quali Alain Delon, Burt Lancaster, Claudia Cardinale, Rina Morelli e tanti altri ancora. Lo stesso regista inglese Tom Shankland, nel firmare questa mini serie per conto di Netflix, non ha perso l’occasione per ribadire che il suo lavoro non era uno scontato remake, quanto un approfondimento e una attualizzazione di eventi storici che a suo tempo avevano profondamente scosso la Sicilia. Le continue digressioni dal romanzo originale, sono da considerare delle licenze poetiche del tutto pertinenti e quindi accettabili nel contesto generale. Questa volta i personaggi assumono un carattere più umano, e lo stesso principe, con le sue naturali debolezze, incarna meglio la figura dello studioso, e meno quella dell’indiscusso padre padrone. Siamo già a conoscenza delle vicende storiche trattate, tra combattimenti e gli sfarzi di una nobiltà ancora non perfettamente consapevole dei cambiamenti che presto l’avrebbero travolta. Ciò nonostante si riesce a seguire con interesse le nuove vicende che si sovrappongono alle vecchie e che danno comunque una omogeneità coerente all’intera narrazione. Kim Rossi Stuart è un Gattopardo tutto sommato accettabile, istrione tanto quanto basta e più accessibile rispetto al precedente. Benedetta Porcaroli interpreta Concetta, la figlia primogenita, sulla quale sono concentrate in massima parte le scene più convincenti. Scelta poco felice invece per Tancredi Falconeri, ruolo affidato a Saul Nanni, astro nascente del cinema nostrano. Senza ricadere in odiosi paragoni, a lui manca proprio quella verve, quella spavalderia seducente e quel carattere fascinoso, concentrato in Alain Delon. Deva Cassel, figlia d’arte di una coppia super famosa, è sicuramente di una bellezza straordinaria, ma anche troppo maliziosa per rappresentare una giovane che tutto sommato aveva passato la sua vita nello sperduto paese di Donnafugata. Senza entrare nel merito degli altri personaggi, alcuni ben interpretati, e senza voler criticare le location e i costumi, super curati, questa attesa serie tv in effetti ha disatteso molto le aspettative. Un’operazione riuscita a metà e che vale comunque la pena di seguire, non foss’altro per entrare in quei palazzi sfarzosi, il cui accesso era riservato a pochi eletti.

data di pubblicazione:12/03/2025

ORSO D’ORO al film norvegese DREAMS (Sex, Love) di Dag Johan Haugerud

ORSO D’ORO al film norvegese DREAMS (Sex, Love) di Dag Johan Haugerud

(75 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE)

Berlino, 13/23 Febbraio 2025

Si conclude questa 75esima edizione della Berlinale, la prima con la direzione artistica di Tricia Tuttle. La Giuria Internazionale, presieduta da Todd Haynes, non ha sorpreso nell’aggiudicare i premi. Si può sicuramente affermare che all’inizio sia il pubblico che la critica non avevano apprezzato molto la scelta dei film in concorso. Gli ultimi giorni hanno visto, fortunatamente, una inversione di tendenza e sono stati presentati film di un certo spessore. La Berlinale sa infatti premiare tutto ciò che riguarda posizioni di rottura e di diversità in senso lato. Il film premiato con l’Orso d’Oro centra in pieno queste tematiche. La storia di una ragazza sedicenne che si innamora per la prima volta e si lascia trasportare in queste sue emozioni che desidera custodire per sempre. Trascrive quindi ogni pensiero e ogni ricordo in un diario vero e proprio intimo. Quando la nonna e poi la madre per caso leggeranno quelle pagine, si troveranno spiazzate e confuse. Non certamente perché le attenzioni di Johanne siano rivolte a una donna, e precisamente alla sua insegnante di francese. Un film che sicuramente piacerà anche al pubblico italiano che avrà presto modo di apprezzarlo perché in distribuzione in Italia dal 6 marzo.

Ecco di seguito la lista degli Orsi d’Argento assegnati.

Premio Speciale della Giuria a O último azul di Gabriel Mascaro

 

Premio della Giuria a El mensaje di Iván Fund

 

Premio per la Miglior Regia a Living the Land di Huo Meng

 

Premio per la Miglior Interpretazione (ruolo principale) a Rose Byrne in If I Had Legs I’d Kick You

 

Premio per la Miglior Interpretazione (ruolo secondario) a Andrew Scott in Blue Moon

 

Premio per la Miglior Sceneggiatura a Radu Jude per Kontinental ‘25

 

Premio per la Creatività generale a La Tour de Glace di Lucile Hadžihalilović

Ci consola il fatto che l’Italia non ha avuto alcun premio, visto che neanche ha partecipato!

Un arrivederci quindi al prossimo anno da parte della Redazione di Accreditati, qui a Berlino per seguire la Berlinale.

data di pubblicazione:22/02/2025

THE THING WITH FEATHERS di Dylan Southern

THE THING WITH FEATHERS di Dylan Southern

(75 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE)

 Berlino, 13 – 23 Febbraio 2025

Un uomo ha perso improvvisamente la moglie. Rimasto solo con i suoi bambini dovrà iniziare a gestire insieme a loro una nuova vita e soprattutto cercare di elaborare il lutto. Non sarà un’impresa facile soprattutto per la presenza in casa di un qualcosa con le fattezze di un corvo parlante. L’uccello sembra scaturire dai disegni che l’uomo stesso elabora per i suoi fumetti e che ora assume caratteristiche antropomorfe…

Chiude bene questa ultima edizione della Berlinale con un film del regista inglese Dylan Southern, già presentato al Sundance Film Festival a gennaio di quest’anno. Liberamente tratto dal romanzo di Max Porter, il film abbraccia vari generi ma principalmente si tratta di una trasposizione gotica di un dramma psicologico. Si sa che l’elaborazione del lutto non è certamente una passeggiata e che i soggetti che lo devono affrontare sono spesso travolti da sentimenti contrastanti. La vita in famiglia deve andare avanti e tra mille difficoltà si cerca di tornare alla normalità ma a questo punto niente rientra nel normale. La casa è invasa da una strana entità, frutto della fantasia ma anche presenza concreta che ossessiona e induce alla follia. Un ottimo Benedict Cumberbatch che sa bene interpretare l’uomo visionario e instabile che non sa rassegnarsi alla cupa esistenza che il destino gli ha imposto. Una sofferenza ben espressa dal protagonista che passa velocemente dalla realtà all’immaginazione riuscendo ad interloquire con i propri disegni. Un copione che sarebbe facilmente caduto nel ridicolo ma che il regista, e insieme sceneggiatore, sa invece portare avanti in maniera intelligente e intrigante. Con sorprendenti effetti speciali si riesce a creare un corvo parlante, nero e petulante che fa paura ma del quale si cerca la compagnia. Da essere spregevole alla fine assumerà atteggiamenti compassionevoli e protettivi anche nei confronti dei bambini. Ogni mezzo a questo punto è lecito e accettabile se riesce a calmare l’ansia e il dolore del protagonista per la perdita subita. Il regista ricorda che la scomparsa di una persona cara può portare alla pazzia ma con il tempo tutto si trasforma in un bel ricordo. Un film veramente affascinante la cui riuscita è soprattutto da attribuire alla presenza in scena di Cumberbatch, un marchio e una garanzia. Presentato nella Sezione Berlinale Special Gala.

data di pubblicazione:21/02/2025








EL DIABLO FUMA di Ernesto Martínez Bucio

EL DIABLO FUMA di Ernesto Martínez Bucio

(75 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE)

Berlino, 13/23 Febbraio 2025

Elsa, Tomás, Marisol, Victor e Vanessa vivono in casa della nonna dopo che i genitori li hanno abbandonati al loro destino. Per necessità hanno imparato ad essere indipendenti visto che in casa l’anziana donna invece di prendersi cura di loro, si lascia andare alle proprie visioni. Si vive barricati in casa, non si può giocare neanche in giardino perché il diavolo può arrivare da un momento all’altro…

Il regista messicano Ernesto Martínez Bucio al suo esordio alla Berlinale con un lungometraggio che di lungo ha pure il titolo. La traduzione letterale sarebbe “il diavolo fuma e conserva i fiammiferi bruciati nella stessa scatola”. Una scelta bizzarra per un film che segue le imprese di cinque fratelli affidati a una nonna affetta da pura schizofrenia. I ragazzi conducono una vita normale tra giochi e impegni di casa, noncuranti dell’infermità di cui soffre la donna, ossessionata dall’imminente visita del diavolo. Un diavolo che tutto sommato non fa poi così tanta paura, anzi un’entità buona a cui rivolgersi in preghiera per ottenere il ritorno dei genitori. Il film mostra la normalità della vita condotta dai ragazzi ognuno impegnato con attività casalinghe, maturi per la loro età e responsabili delle proprie azioni. Traspare però in ogni momento il desiderio di rivedere i genitori che li hanno abbandonati per motivi che non gli è dato sapere. Un film che sa analizzare il quotidiano, l’elaborazione di una perdita importante da parte dei ragazzi e la speranza costante di un ritorno alla normalità. All’arrivo dei servizi sociali, che dovranno decidere del loro destino, i fratelli si coalizzeranno per fornire risposte convincenti e evitare ciò che invece sarà inevitabile. Intanto la televisione trasmette incessantemente notiziari sull’imminente visita del papa e consiglia la prevenzione da possibili contagi da colera. Un mondo che non riguarda i ragazzi che hanno oramai imparato a barricarsi dentro casa e a evitare ogni contatto esterno. El Diablo fuma è reale e visionario nello stesso tempo e sa affrontare il problema della solitudine, dell’abbandono e dell’autodifesa. Tutti attori non professionisti che sanno bene interpretare la loro parte, semplice ma proprio per questo impegnativa. Il film concorre nella Sezione Prospettive come miglior opera prima.

data di pubblicazione:20/02/2025








YUNAN di Ameer Fakher Eldin

YUNAN di Ameer Fakher Eldin

(75 INTERNATIONALE FILMFESTSPIELE – BERLINALE)

Berlino, 13 – 23 Febbraio 2025

Munir è uno scrittore arabo esiliato in Germania. L’unico contatto che gli rimane con il suo paese è attraverso le telefonate con la madre che soffre di demenza e pertanto neanche lo riconosce. A seguito di frequenti attacchi di panico, su suggerimento del suo medico, si allontana da Amburgo per una breve vacanza su un’isola sperduta al nord. In verità porta con sé una pistola per porre fine alla sua vita. L’incontro con la donna che lo ospita nella sua guest house, cambierà radicalmente il suo destino…

Ameer Fakher Eldin, regista di origini siriane, presenta alla Berlinale il suo ultimo film Yunan dove ancora una volta affronta le tematiche a lui care. Oramai tedesco per naturalizzazione, non abbandona le problematiche legate all’esilio forzato che riguarda il mondo arabo in generale e la ricerca di una propria identità. Munir, interpretato dall’attore libanese Georges Khabbaz, mostra una palese insoddisfazione per la sua vita, inevitabilmente lontana dalla sua casa e dai suoi affetti. Nella sua mente riecheggiano i racconti della madre, racconti che non si stancava mai di ascoltare e che ora si ripetono come un mantra. Lui stesso lavora di immaginazione e si ritrova testimone di una coppia di pastori che vivono isolati e che non riescono a comunicare. L’uomo ignora le attenzioni della moglie perché, seguendo la storia narrata, non può comunicare non avendo una bocca, un naso e persino neanche le orecchie. Ovviamente tutta una metafora che Munir fa sua per descrivere lo stato d’animo di un uomo isolato nel nulla e privato di qualsivoglia manifestazione d’amore. Quando oramai sembra tutto perduto, lo scrittore incontrerà la solidarietà di Valeska (Hanna Schygulla) un’anziana donna che vive con il figlio. Con la sua semplicità e con le piccole attenzioni gli darà una nuova speranza. Nel film il regista parla di un ritorno al luogo d’origine ma in effetti, nel suo caso, si tratta di attraversare un confine simbolico. Una nostalgia quindi per una patria che vive solo nella sua immaginazione e sulla quale ha riversato tutte le sue fantasie. Un film fatto di sentimenti delicati, di una lotta senza fine per un futuro e un rammarico per ciò che si è lasciato nel passato. In cerca di un posto fuori da ogni civiltà, il regista ha scelto di girare diverse scene nella campagna pugliese, che sembrava evocargli paesaggi biblici. Un film che meriterebbe l’Orso d’Oro. Vedremo tra qualche giorno come andrà a finire. Verrà distribuito in Italia dalla Fandango.

data di pubblicazione:19/02/2025