IL TEMPO DELLA CLEMENZA di John Grisham – ed. MONDADORI 2020

IL TEMPO DELLA CLEMENZA di John Grisham – ed. MONDADORI 2020

Bentornato Jake Brigance! I fans di John Grisham saranno felici! E’ un piacere ritrovare qualcuno di cui fidarci ed è rassicurante prendere atto che i libri, anche i libri polizieschi, possono contribuire a restituirci un po’ di equilibrio in questa lunga e pesante stagione del Covid.

Il Tempo della Clemenza è il 3° libro in cui lo scrittore pone al centro del suo “Legal Drama” la figura di Brigance, giovane avvocato di una piccola città rurale del Mississipi, tanto brillante quanto coraggioso nel ricercare l’affermazione della Verità e della Giustizia e nell’affrontare casi difficili ed impopolari. La prima volta era apparso nel folgorante debutto di Grisham in Il Momento di uccidere nel 1988 (il libro è stato portato sullo schermo nel 1996 con pari successo e con protagonista il perfetto e bravo Matthew McConaughey) e, poi ancora, in L’Ombra del Sicomoro nel 2013. Nel romanzo d’esordio i fatti si svolgevano nel 1985, ora, dopo ca. 37 romanzi, siamo tornati nei luoghi e fra i personaggi che più stanno a cuore allo scrittore. Nel mondo reale sono passati quasi 32 anni ma nel romanzo siamo solo nel 1990, appena 6/7 anni dopo i fatti del primo libro, siamo ancora in “quei giorni lunghi e lenti” in cui Internet ed i cellulari erano ancora, a malapena, all’orizzonte.

Ancora una volta l’avvocato Brigance è chiamato a difendere, suo malgrado, un cliente le cui eccellenti ragioni per commettere un omicidio non cambiano il fatto che, comunque sia, egli è responsabile del reato contestatogli e per cui è processato. Grisham non perde tempo in inutili preamboli, l’inizio è folgorante e cattura immediatamente i lettori; siamo subito gettati nel cuore della vicenda. In giuoco c’è la condanna a morte di un giovane di 16 anni che uccide il boyfriend della madre: un vicesceriffo, e poi chiama la polizia per costituirsi.

L’abilità di agganciare i propri lettori fin dalle prime righe è uno dei talenti di Grisham, un’abilità che ha contribuito a farne un autore da oltre 300 milioni di copie vendute. Non mancano poi gli altri tratti distintivi del suo modo di raccontare: gli intrighi delle strategie legali, i retroscena del piccolo ambiente cittadino del profondo Sud, i comportamenti della gente comune verso la pena di morte e l’aborto, il dibattimento in aula ed i suoi trucchi e, prima ancora, la scelta dei giurati. Grisham, lo sappiamo, è un grande narratore e sa inserire storie e sottostorie secondarie che non distraggono, anzi, al contrario, sono abilmente cucite fra loro ed accrescono il processo di tensione e la suspense fino alla fine. E’ molto abile poi nello sviluppare i personaggi principali e secondari, tutti vivi, veri ed autonomi che danno spessore e realtà alla vicenda. Sono, per così dire, tutti disegnati a 3 dimensioni per far sì che il lettore non solo li veda ma, soprattutto, li comprenda anche con tutte le loro difettualità che li rendono ancor più umani.

La Verità per Grisham non è mai come la vogliamo, il mondo non è mai nettamente diviso fra “bianco e nero”, ma spesso, se non addirittura sempre, il mondo è “grigio”! e quindi … è difficile poter prendere decisioni nette e … poter giudicare!

I dialoghi sono precisi, le emozioni autentiche, la storia complessa ma sempre reale ed avvincente, il ritmo è costante, le strategie legali sono esposte in modo chiaro e comprensibile a tutti. Dopo oltre 30 anni di storie Grisham si conferma come un autore che non sta mollando la presa, che ha ancora storie da raccontare e che sa ancora raccontarle bene ed in modo avvincente.

Quelle poi con Jake Brigance sono quasi una categoria a sé stante.

C’è un Tempo per uccidere, C’è un Tempo per fare Giustizia, C’è un tempo per dare Clemenza!

data di pubblicazione:22/12/2020

UN UOMO MIGLIORE di Louise Penny – ed. EINAUDI Stile Libero 2020

UN UOMO MIGLIORE di Louise Penny – ed. EINAUDI Stile Libero 2020

Dopo Case di Vetro ed Il Regno delle Ombre, rispettivamente il 13° ed il 14° della serie delle inchieste dell’Ispettore Armand Gamache, Einaudi prosegue con la sua operazione editoriale volta a far affermare anche in Italia un’autrice da ben 6 milioni di copie, apprezzata e premiata in Canada e nei paesi anglofoni. Ecco quindi in libreria il suo ultimissimo libro, il 15° della serie. La “rincorsa” insolita e schizofrenica che partendo solo dagli ultimi tre romanzi, ha costretto i lettori italiani in dinamiche e situazioni in cui spesso si fatica a ricostruire le psicologie e le evoluzioni maturate nel tempo sia dei personaggi sia dei fatti narrati, privi come si è degli antefatti che l’autrice ha invece delineato di romanzo in romanzo nel corso dell’intera serie, si è conclusa!

Siamo finalmente arrivati all’”oggi” dell’Ispettore! Chissà se è scattato l’innamoramento fra il pubblico ed il protagonista?

Gamache è infatti un personaggio insolito. Come abbiamo già scritto è un uomo sui 60 anni, vecchio stampo anche se moderno, colto, attento ed attuale. Una forza tranquilla la cui bonomia è segnata da ben nascoste linee di tenebre che ne fanno un personaggio, scettico ma sensibile al tempo stesso, che più che l’azione segue la logica e che più che le armi preferisce usare la mente. Un uomo pieno di dubbi, di umanità e di umiltà, apparentemente freddo ma anche empatico, capace di far squadra con i suoi collaboratori. Questo è il suo fascino contraddittorio, può piacere oppure no!

Le sue inchieste sono sempre lontanissime dai polizieschi attuali che sono invece ritmati dal succedersi incessante di azione e colpi di scena, al contrario quel che prevale sono le psicologie dei vari personaggi, le emozioni, le suggestioni e le riflessioni esistenziali.

Questa nuova inchiesta è un polar di violenza coniugale, di situazioni climatiche e di situazioni personali e professionali difficili. Come al solito l’autrice utilizza elementi della realtà del suo Canada per definire la sua storia. Sotto la duplice pressione di esondazioni che incombono minacciose su tutto il Québec a causa del disgelo e di una tempesta mediatica volta a screditarlo professionalmente, il nostro Ispettore affronta il caso di una giovane donna in cinta che è scomparsa. Gamache non può impedirsi di identificarsi nel dramma di un padre che non ha saputo difendere la propria figlia da un marito violento ed alcolizzato. Al centro del racconto, come sempre, non è solo l’indagine ma anche l’idilliaco villaggio di Tre Pini e la vita stessa dei suoi abitanti, un pacifico microcosmo ove trovare rifugio nella cerchia di amici, in contrasto con il duro e violento mondo esterno, con la certezza di riuscire comunque a ristabilire l’ordine delle cose e a far giustizia … almeno … per qualche breve attimo.

Lo stile è scorrevole, la Penny lavora con mano lieve ed è capace, pur in un mix in cui le emozioni e le riflessioni prevalgono sull’azione, di mantenere costante la tensione narrativa fino alla fine, i suoi personaggi sono pieni di umanità e reali, con qualche sprazzo di humour per dare respiro al lettore. Tutto bene, ma … ma manca qualche cosa alla narrazione, come se la scrittrice applicasse di nuovo una ricetta vincente ed ampiamente collaudata senza aggiungervi un pizzico di novità, di originalità e di piccante che avrebbe potuto rendere più gradito l’impasto.

Certo dopo 15 volumi è ben difficile evitare di fare surf sull’onda dei propri successi precedenti e si procede quindi nella continuità, al solito “ritmo di … valzer lento” e con qualche elemento esistenziale su cui si può, volendolo, anche riflettere.

data di pubblicazione:27/11/2020

LA TRILOGIA DI FABIO MONTALE (Casino Totale – Chourmo – Solea) di Jean Claude Izzo – edizioni E/O   2020

LA TRILOGIA DI FABIO MONTALE (Casino Totale – Chourmo – Solea) di Jean Claude Izzo – edizioni E/O 2020

Gli appassionati dei gialli, dei noir, dei polizieschi o dei “polar” conoscono Parigi, New York, Los Angeles e le città americane come le loro tasche perché, insieme ai vari grandi autori, hanno percorso le strade ed i quartieri di queste città infinite volte, conoscendone i misteri e le zone più inquietanti. Con Izzo invece, è Marsiglia ed il Mediterraneo che si ritagliano la parte del leone. Non certo la Marsiglia turistica o il Mediterraneo fatto di falsi cliché: sole e cicale, ma, al contrario, la Marsiglia della fine anni ’90, una città in crisi, in trasformazione, una città non più industriale e non più grande porto commerciale, una città che da sempre parla gli accenti del Sud dell’Europa e che ora sente sempre più anche quelli del Nord dell’Africa.

Con Izzo si sente il mare con i suoi profumi ed i suoi cattivi odori, si sente il caldo, si beve (vino, pastis, caffè …), si mangia, si cucina, si ascolta la musica e si apprezza il jazz, si pensa alle donne, con rispetto, tenerezza e con amarezza e nostalgia perché non si è stati capaci di tenerle e di continuare a farsi amare. Ci sono anche i morti, le sparatorie e le inchieste ma quel che veramente importa è Marsiglia e, con lei: Fabio Montale, l’io narrante.

Montale è l’immagine della città stessa, figlio di immigrati italiani, poliziotto disilluso che non tarda ad abbandonare la sua professione, uomo che apprezza il buon cibo, il buon bere, le amicizie, la poesia, il jazz, la pesca e la bellezza femminile. Un uomo sensibile, segnato dal suo passato giovanile che riemerge nella memoria nel corso delle inchieste e segnato anche dal ricordo dolce amaro delle donne che ha avuto e perduto. E’ uno dei protagonisti fra i più umani ed attraenti nell’ambito dei noir francesi e non solo. Un bellissimo personaggio, molto accattivante, dotato di una grande sensibilità, una sensibilità a fior di pelle che poco convive però con la sua visione manichea della Società, in una Marsiglia ed in un Mondo che sono realtà in cui, avere degli Ideali giova molto poco, in cui troppe volte il Bene ed il Male non si sa da che parte stiano ed in cui spesso ci si deve domandare anche … “noi da che parte stiamo?!”

Riunire in un solo volume i tre romanzi che mettono al centro della scena il personaggio di Fabio Montale (vero prolungamento letterario dell’Autore), è una gradita occasione per rendere omaggio ad Izzo, uno scrittore di talento ed un uomo che ha lottato tutta la sua breve vita per realizzare i propri ideali e, nel contempo, occasione per farlo scoprire o riscoprire ai lettori. Si tratta di tre romanzi d’ambiente e di atmosfere, tre polizieschi, tre storie e vicende autonome ed a se stanti, anche se cronologicamente consequenziali e collegate. Una trilogia noir, molto noir, un vero melange fra poliziesco e noir in cui si incrociano violenze, amicizie e crimine ed in cui l’azione si svolge apparentemente con un ritmo lento, ma quello è il ritmo stesso della città portuale, senza grande suspense, con dei flash back sul passato del protagonista e con uno sfondo di una piccola umanità di piccoli personaggi positivi, di “piccoli esseri” verso cui è palese l’empatia assoluta dell’autore.

Nel complesso: un polar vigoroso ed intelligentemente impegnato cui Izzo ha saputo dare un gusto intenso e melanconico con tratti di lirismo. Lo stile è essenziale, fatto di frasi brevi, il ritmo è dinamico, bastano spesso piccoli tocchi descrittivi di 3-4 parole, mai un eccesso ed il lettore è sempre in tensione dall’inizio alla fine.

Tre libri in uno che si fanno divorare senza mai arrestarsi e da cui è bello farsi trascinare fra le atmosfere di Marsiglia.

data di pubblicazione:17/11/2020

STRONCATURE di Daniele Poto – ed. L’ERUDITA 2020

STRONCATURE di Daniele Poto – ed. L’ERUDITA 2020

In un’epoca in cui la seconda ondata del Virus sta sconvolgendo, forse definitivamente, il Mondo così come lo conoscevamo fino a pochi mesi fa, in un’epoca in cui molto sarà rimesso in discussione e ci si domanda in che modo e quali mai saranno i futuri assetti sociali, ha senso indignarsi contro il buonismo e contro “la falsa igiene mentale del politicamente corretto”? Assolutamente sì! Sì, proprio perchè come nel passato anche nel futuro prossimo le ipocrisie, le cattive coscienze, le banalità elevate a summa ideologica potranno, se non contrastate, riproporre, come già oggi, tutta la loro negativa e nefasta influenza, vero oppio ottundente le coscienze civili della Società.

Daniele Poto, navigato giornalista ed autore di svariati libri, da sempre fortemente impegnato nella difesa del Valori Civili, ci regala con questo suo ultimo lavoro: Stroncature (riprendendo fin dal titolo stesso lo spirito con cui nel 1932 Giovanni Papini si scagliava contro i mostri allora sacri dell’establishment di fine ‘800 e di inizio ’900) un piccolo saggio, un cahier de doléances che ci apre la mente davanti alle tante ipocrisie del dominante conformismo di buona parte della ns. realtà quotidiana, e, soprattutto, quel che è più grave, proprio di quella parte di noi che si autodefinisce più progressista, illuminata, colta, riformista e socialmente aperta. Un pamphlet ricco di piccole e grandi informazioni, frutto di accurate ricerche e letture, scritto in modo fluido, con una prosa scorrevole e piacevole, ricco di analisi, a tratti approfondite, a tratti limitate a pochi ma significativi accenni che lasciano però sempre il segno ed inducono a riflettere su ciò che avviene attorno a noi nel quotidiano. Una Realtà composita piena di contraddizioni che Poto evidenzia dandocene una visione d’insieme per farci capire, per svelarci le tante falsità e complessità. Una lettura molto originale la sua, interessante ed utile per capire ciò che forse non sappiamo o che non vogliamo sapere, o, ciò che ci viene differentemente rappresentato, una lettura articolata su un itinerario fatto di tanti brevi capitoli tutti vivi ed evocativi, una sintesi al vetriolo di fatti, interpretazioni e conseguenze, una fotografia incisiva ed acuta dei “tanti vizi e delle pochissime virtù”! Ed ecco allora fra i tanti: La Pubblicità, tanto più invasiva e martellante quanto più inversamente proporzionale è la qualità del Prodotto; L’Edonismo Dominante di un Paese in cui solo un 5% legge, compra libri e biglietti per musei e mostre, mentre il restante 95% fruisce latu sensu della Cultura solo se e quando è gratuita e trendy, un Paese con un 5% di “Ottimati” ed un 95% di “Barbari” che preferiscono spendere solo per beni voluttuari ed effimeri; La “mancanza di coraggio” di un Paese Improduttivo che non ha più progettualità né individuale né collettiva, la cui economia è tornata paradossalmente al tenere “i soldi nel materasso”; Un Paese in ritardo ed in cui il Ritardo domina a danno dei pochi puntuali, in cui “i Populisti sono sempre gli altri”, in cui regna il “rito dell’apericena” che … “allude ma non conclude”, vera metafora di un’Italia paese del melodramma in cui tutto sembra muoversi ma in realtà tutto resta fermo come pure drammaticamente fermissimo è l’ascensore sociale ed in cui i Sindacalisti fanno carriera in Politica …

Uno studio accurato dunque delle tante sfaccettature italiche da “stroncare”, un saggio tutt’altro che pedante, anzi, al contrario, vivace, oggettivo e reale. Una vera miniera di informazioni da valutare. Da attento osservatore Poto ci rende partecipi senza menzogne ed infingimenti della sua passione civile e della sua indignazione e ci regala un’analisi lucida e venata di amarezza di quanto avvenuto fino ad oggi attorno a noi. Una opportunità da cogliere, un piccolo libro che merita di essere letto, una rara opportunità su cui riflettere per meglio comprendere gli auspicabili nuovi assetti che dovrebbero però sottostare al desiderio ed alla necessità di cambiare radicalmente gli equilibri dei valori del nostro vivere civile.

data di pubblicazione:10/11/2020

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO di Gail Honeyman – ed. GARZANTI 2020

ELEANOR OLIPHANT STA BENISSIMO di Gail Honeyman – ed. GARZANTI 2020

Romanzo di esordio della quarantenne scrittrice scozzese, Eleanor Oliphant è stato un clamoroso successo editoriale fin dalla sua prima uscita nel 2018/19, e viene ora riproposto anche in edizione economica, un’opportunità per tutti coloro che non lo avessero ancora letto. Si tratta di un libro molto sensibile e divertente e, al tempo stesso, anche potente, un piccolo bijou, una piacevole sorpresa, toccante e vibrante di Verità, una brillante ed intrigante combinazione in cui è bello immergersi. Un libro facile a leggersi ed ottimista senza però essere l’ennesimo “feel good book”. Tutt’altro, è invece un libro sulla solitudine, i traumi della psiche, la follia, l’amicizia, la sofferenza e la diversità.

Eleanor ha 30 anni, lavora come contabile, le sue giornate seguono lo stesso ritmo sempre eguale: lavora e mangia da sola per tornare poi nel suo piccolo e spoglio appartamento ove vive da sola, conversa con una pianta sempre verde, il week end cede al conforto della vodka ed il mercoledì parla al telefono con la madre “lontana”. La ragazza ha una storia molto particolare dietro di sé ed ha dovuto costruirsi, per proteggersi e sopravvivere, un proprio piccolo mondo con il poco che ha ricevuto, riuscendo forse a colmare i propri bisogni primari, ma non certo quelli psichici ed affettivi. Eleanor, nonostante la sua asocialità, il suo parlare troppo franco e diretto, la sua logica atipica … sta bene , o … pensa di stare benissimo. In effetti è una ragazza un bel po’ “particolare”, il suo modo di vedere il mondo è gustoso e le sue riflessioni sono tanto originali quanto anche altamente precise ed intelligenti. La sua routine tranquilla ma alienata ed alienante salta però per una serie di fatti fra loro concatenati che le sconvolgono la vita, anche se non nel senso da lei inizialmente sperato.

Un libro molto più profondo di quanto possa apparire a prima vista seguendo la vita quotidiana del personaggio. Un romanzo buffo e commovente, leggero e profondo, luminoso e cupo che ci restituisce il ritratto toccante e complesso di una giovane donna ferita fin dalla sua prima infanzia.

L’autrice ci svela il suo personaggio, la sua “antieroina” tramite piccoli dettagli, con piccoli tocchi leggeri, un lavoro di cesello pieno di tanti piccoli messaggi e significati che fanno ridere e piangere fra momenti bizzarri e momenti toccanti. Piano, piano il lettore entra nel piccolo mondo di Eleanor e resta legato a questa strana, folle e lucida “eroina”.

La scrittura è semplice e fluida, lo humour è altamente British ed aiuta a sdrammatizzare le situazioni. Il ritmo è intrigante ed una volta immersi nelle digressioni stravaganti, allucinate ed allucinanti di questo estroso romanzo si rimane veramente magnetizzati dalla storia, ma, soprattutto da come essa viene raccontata da un “io narrante” tanto strambo quanto originale.

Si chiude infine il libro con un sorriso, un po’ di speranza ed ottimismo e … di certo … non ci fa affatto male di questi tempi!!

data di pubblicazione:28/10/2020