HOPPER: UNA STORIA D’AMORE AMERICANA di Phil Grabsky, 2024

HOPPER: UNA STORIA D’AMORE AMERICANA di Phil Grabsky, 2024

Edward Hopper è il pittore che più di ogni altro è riuscito a “catturare” l’America. Silenzioso e misterioso come i suoi quadri ha stimolato l’immaginario collettivo ed influenzato gli ambienti culturali della sua epoca. Ma chi era veramente l’Uomo Hopper?

Phil Grabsky, pluripremiato autore di documentari d’arte, dirige un affascinante docufilm. Un racconto vivo e coinvolgente che cerca di analizzare una personalità artistica ed umana enigmatica. Un uomo segnato dalla complessità del carattere e delle sue poche relazioni personali, affettive e professionali.

Il titolo del film gioca deliberatamente sull’ambiguità. Si riferisce infatti sia al legame del pittore con la moglie sia al suo amore per l’Architettura e per lo stile di vita e la quotidianità dell’America. Il regista si avvale con giusto equilibrio di testimonianze di esperti, di materiali e filmati d’archivio e soprattutto di diari personali. Entra così nella vita dell’artista e nei suoi rapporti con la moglie Jo. Non si può infatti comprendere chi realmente fosse Hopper se non si comprende il valore particolare della sua relazione amorosa. Jo era anche lei una promettente pittrice che rinunciò alla propria carriera per dedicarsi totalmente al marito. Compagna di vita, musa, modella, agente e manager in un legame assoluto molto complesso e con un equilibrio precario fra sottomissione e dominazione.

L’Uomo Hopper si rivela quindi un solitario, taciturno e fortemente introspettivo che però resta ancora enigmatico. La sua vita e le sue esperienze formative scorrono come un lungo filo. Dalla natia Nyack, passa per New York per arrivare ai contatti con gli ambienti impressionisti e neorealisti di Parigi. Un filo che si riunisce poi a New York ed a Cape Cod.

Il ritmo narrativo del film è sempre vivace, mai noioso. L’autore sa ben tenere vivo l’interesse e la curiosità combinando sapientemente le interviste, le riprese originali e l’illustrazione dei quadri più significativi. Una vera biografia in cornice. Hopper è infatti tutto nel silenzio, nell’attimo sospeso e nelle atmosfere metafisiche della sua produzione pittorica. Vera proiezione su tela dei suoi sentimenti.

Un film interessante ed affascinante che conferma anche quanto il Cinema sia debitore verso Hopper. È a lui che si rifanno infatti le luci, gli ambienti e le atmosfere di gran parte dei migliori noir e polizieschi americani. È a lui che si sono ispirati registi del calibro di Hitchcock, Antonioni, Wenders e Lynch.

data di pubblicazione:11/04/2024


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ERANO RAGAZZI IN BARCA  di George Clooney   2024 – PRIME VIDEO

ERANO RAGAZZI IN BARCA di George Clooney 2024 – PRIME VIDEO

Seattle, metà anni 30. Storia della locale squadra universitaria di canottaggio dell’8 con. Partita dal nulla come riserva si ritroverà a gareggiare ed a superare tutte le selezioni ed a rappresentare gli Stati Uniti alle Olimpiadi di Berlino nel 1936. Arriverà in finale e vincerà l’oro olimpico …

In pieno revival vintage Clooney non si inventa nulla di nuovo e ripropone tutti gli elementi fondanti del cinema sportivo. Sforzo, abnegazione, speranza, ostacoli imprevisti, ripresa del controllo, prova finale e vittoria al termine di una fase di incertezza. Non illudetevi, siamo lontanissimi dal modello irraggiungibile di Momenti di Gloria. Siamo semmai in pieno sogno americano ove l’outsider privo di qualsiasi chance iniziale alla fine ha successo.

Clooney è un cineasta classico che dirige sempre in maniera tradizionale, non cerca mai grandi effetti e lascia parlare le sole immagini. I suoi film possono essere visualmente belli oppure toccanti o divertenti. Non possiedono però mai quel tocco di magia, di genialità o anche di audacia che può trasformare un’opera cinematografica in qualcosa di significativo. Provate solo ad immaginare la stessa storia in mano ad un Clint Eastwood più giovane.

Attenzione, ciò non vuole dire che questo suo film sia insoddisfacente. Al contrario, Clooney segue ed applica tutte le giuste regole per realizzare un buon cinema popolare e riesce pienamente nel suo

intento. Erano ragazzi in barca ha infatti un piccolo qualcosa di altre epoche, il sapore del vecchio e semplice cinema di una volta. Buoni sentimenti ed una storia vera.

Lo svolgimento è lineare, la messa in scena è di qualità. L’ambientazione negli anni finali della Grande Depressione è corretta, i personaggi pur se appena sbozzati sono credibili. Il ritmo è giusto e si fa più intenso nelle sequenze spettacolari delle regate. Clooney sa ben manovrare la cinepresa, i suoi piani sono precisi e dirige bene gli attori. Il suo è, in sostanza, un compito ben eseguito ma privo di grandi scatti di qualità e di originalità.

Quindi, un piccolo film che riscalda i cuori ma che forse gli spettatori avranno già dimenticato non appena terminato di vederlo.

data di pubblicazione:10/04/2024


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SCOOP di Philip Martin, 2024 – NETFLIX

SCOOP di Philip Martin, 2024 – NETFLIX

Il racconto “dietro le quinte” di come un trio di giornaliste della rubrica di punta della BBC, NewsNight, riuscì nel 2019 ad ottenere la celebre intervista bomba con il Principe Andrea. “Il figlio prediletto della Regina Elisabetta” tenterà di spiegare, fra contraddizioni, omissioni e menzogne i suoi troppo stretti rapporti con Jeffrey Epstein ed il suo giro di minorenni …

Tratto dal libro della giornalista che rese possibile l’intervista, il film di Martin è uscito il 5 Aprile scorso su Netflix in contemporanea in tutto il mondo. Il regista pone al centro della sua ricostruzione i retroscena, le ambiguità e gli sforzi per riuscire ad ottenere l’incontro con il Duca di York. Tre donne determinate e coraggiose, tre giornaliste di diversa classe sociale, ognuna con proprie storie personali e motivazioni, che riescono con tenacia a superare le barriere e le perplessità del Palazzo Reale.

Siamo ampiamente all’interno della grande tradizione dei film dedicati al giornalismo. Di solito al centro è la parte investigativa, di certo la più cinematografica del Mestiere. Con molto più realismo SCOOP affronta invece un aspetto un po’ più nell’ombra ma non per questo meno essenziale per tutti i Media. Il film rende così omaggio a tutti quei giornalisti che con le loro grandi interviste hanno spesso fatto la Storia. Un tema che potrebbe sembrare un po’ tenue per tener desta l’attenzione degli spettatori per più di un’ora e mezza. Eppure il risultato è un film accattivante che descrive con ritmo e mordente i tanti e variegati rapporti di forza e seduzione fra Media e Palazzo, senza nascondimenti o cliché.

Pur se poco creativo nella forma, il regista, buon mestierante televisivo, riesce a costruire un discreto thriller giornalistico. È bravo infatti a generare e mantenere la suspense sull’intervista. Dà la giusta tensione, densità tematica e drammatica alla vicenda principale, alle sotto storie personali ed ai vari retroscena. L’intervista è vista come una sfida, un duello cui le parti si preparano cercando di prevedere le mosse dell’avversario, pararne i colpi bassi e controbattere. Un momento iconico che cattura per la sua surrealità è quando, al termine, entrambi i contendenti si scrutano convinti di aver conseguito ciascuno i propri obiettivi. Sorreggono il film l’eccellenza degli interpreti: Gillian Anderson incarna con classe e brio l’intervistatrice della BBC, Billie Piper è la locomotiva che tutto muove e dà profondità ed umanità al suo personaggio. Con loro ovviamente Rufus Sewell irriconoscibile per il trucco, nel ruolo del Principe Andrea di cui rende tutta l’arrogante personalità.

SCOOP, pur potendo sembrare quasi una postilla aggiuntiva della serie The Crown, è invece una gradevole piccola sorpresa fra i film Netflix. Merita di essere visto.

data di pubblicazione:09/04/2024


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RENDEZ-VOUS – XIV Festival del Nuovo Cinema Francese  2024

RENDEZ-VOUS – XIV Festival del Nuovo Cinema Francese 2024

Puntuale come sempre con l’arrivo della primavera, dal 3 al 7 Aprile presso il cinema Nuovo Sacher di Roma, l’Ambasciata di Francia ha riproposto l’Evento dedicato al Cinema Francese. L’obiettivo ormai consolidato è stato quello di presentare una breve e significativa Rassegna di vari Autori. Un’opportunità per scoprire alcuni film di successo, per cogliere le nuove tendenze ed anche per incontrare i protagonisti della cinematografia d’Oltralpe. Una cinematografia particolarmente vivace, ricca, produttiva e variegata. Anche l’anno passato, infatti, gli indici hanno ribadito l’ormai stabile ripresa degli spettatori ai livelli ante pandemia. Uno stato di salute ottimo cui contribuisce non poco la validità delle politiche governative di sostegno alla produzione ed alla distribuzione. Ne sono una conferma i tanti film francesi di qualità programmati sui nostri schermi e sulle varie piattaforme. A tale proposito gli Stati Generali del Cinema Italiano appena tenutisi a Roma hanno auspicato anche da noi l’attivazione di un modello vincente, il Modello Francese.

Fil rouge di questa edizione è stato il Femminile, le storie di donne, con le donne e per le donne. La consolidata rilevanza dei ruoli femminili nel cinema francese è collegata con la capacità autoriale ed interpretativa di cineaste ed attrici di saper conciliare le esigenze del Vero con il Racconto nei vari generi. Ricca quindi la presenza delle autrici e delle interpreti, molte ben conosciute anche in Italia. Ospite d’onore finale Catherine Deneuve. Tra i film presentati vi segnaliamo quelli di cui è già prevista l’uscita sui nostri schermi. Bonnard, Pierre et Marthe, ritratto della relazione tre il celebre pittore e la sua Musa; L’etoile filante, una stravagante inchiesta poliziesca; Le ravissement, film intimo sul senso di colpa; Rien à perdre, dramma giudiziario e sociale; Le consentement, storia di un rapporto basato su seduzione e manipolazione; Le procès Goldman, complesso ritratto di un processo; Bernadette, con protagonista Catherine Deneuve nei panni della moglie del presidente Chirac. Dopo Roma il Festival si sposterà a Bologna, Firenze, Milano, Napoli e Torino.

data di pubblicazione:06/04/2024

FAIR PLAY di Chloe Dumont, 2024 – Netflix

FAIR PLAY di Chloe Dumont, 2024 – Netflix

New York. Emily (Phoebe Dynevor) e Luke (Alden Ehrenreich) sono una coppia equilibrata, sono felici, giovani, belli ed in carriera nella stessa Società di Investimenti. Hanno quasi tutto per essere felici e sposarsi. Ecco però l’imprevisto: ad avere la promozione al posto ambito è lei, invece di lui! I rapporti e le dinamiche di coppia cambiano al modificarsi dei loro rapporti di forza e di potere economico. I due scopriranno amaramente il prezzo del successo ed i limiti dell’ambizione …

Sull’onda dei più che positivi apprezzamenti ricevuti al Sundance Festival, Fair Play è stato subito acquistato a fior di milioni di dollari da Netflix per un suo utilizzo esclusivo. Il film dell’esordiente Chloe Dumont che ne è anche sceneggiatrice, è preceduto dalla definizione di Thriller erotico di qualità. E’ del tutto improprio. Al di là di alcune scene, si tratta in realtà di un thriller psicologico in cui l’autrice più che all’erotismo pruriginoso pone attenzione alle dinamiche di potere fra uomo e donna, nel lavoro e nell’interno della coppia stessa. L’ottica è però quella femminile. Una giovane donna che si afferma in un microcosmo machista e volgare in cui deve mostrare di essere anche spietata oltre che brava. Il tutto dipinto però in modo sottile senza inutili manicheismi di parte. Non ci sono né eroi né eroine, né sul lavoro né tantomeno nella coppia che progressivamente si disfa divenendo sempre più tossica. Una fredda dissezione ed una riflessione necessaria sull’evoluzione delle relazioni fra uomo e donna.

La regista sa ben controllare e gestire la narrazione e la direzione degli attori. Buona la messa in scena supportata da una valida sceneggiatura con azioni e ritmi ben definiti. Il variare progressivo dei rapporti è dipinto con tocchi plausibili. La cineasta è brava ad utilizzare ogni evoluzione per alimentare una tensione via via sempre più ansiosa e malsana.

Palese l’ottima alchimia fra i due protagonisti. Da segnalare nel ruolo del Capo società il sempre formidabile e misurato Eddie Marsan.

Fair Play è senza dubbio un film da apprezzare, originale senza false note o cadute di ritmo. Come opera prima non mancano di certo anche alcune note discordanti, qualche cliché e qualche dialogo non ben costruito. Sono però sfumature, piccoli difetti che rendono ancor più apprezzabile il buon esordio.

data di pubblicazione:05/04/2024


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