ANEMONE di Ronan Day-Lewis, 2025

(Foto privata della locandina)

Ronan Day-Lewis, pittore e figlio d’arte, debutta alla regia con un dramma concettuale su uomo schiacciato dal peso delle proprie scelte, che ricadono anche sulle persone a lui vicine. Film potente e visionario, con un grandissimo Daniel Day-Lewis, che pecca però di una esasperata ricerca estetica e metaforica.

Ambientato nel nord dell’Inghilterra, Anemone racconta la storia di due fratelli separati a seguito di eventi traumatici quando erano giovani. Il protagonista è Ray (Day-Lewis), ex militare che vive ormai da eremita in una casupola tra i boschi dello Yorkshire. Si è imposto una sorta di esilio, schiacciato dal peso delle proprie scelte dopo un trauma risalente a vent’anni prima. Tuttavia, le cose però cambiano quando il fratello Jem (Sean Bean), che intanto si è sposato con Nessa (Samantha Morton), ex compagna di Ray, lo va a trovare per chiedergli di tornare da suo figlio Brian (Samuel Bottomley), anch’esso consumato da una grande rabbia nei confronti del padre. L’incontro tra i due fratelli sconta le incomprensioni e i rimorsi che li legano. Ma è la potenza e la grandezza della natura con una apocalittica grandinata (come la pioggia di rane in Magnolia) a fornire a tutti la chiave di una possibile riconciliazione.

La bellezza del film sta nel talento di tenere insieme diversi filoni narrativi e pittorici, il passato, la violenza e il desiderio di famiglia. Denso, oscuro, a tratti estremo e celebrativo, il film risulta interessante per la grande prova attoriale e per forza del messaggio. Anemone ha vinto il Premio Miglior Opera Prima nella sezione Alice nella Città della Festa del cinema di Roma 2025.

data di pubblicazione:07/11/2025


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1 commento

  1. Tale padre tale figlio… ho trovato entrambi eccezionali. Una regia perfetta. Una fotografia perfetta. Una recitazione perfetta. Il film procede lento e scopre le proprie carte con molta attenzione senza anticipare tutto subito. La recensione di Rossano sintetizza bene l’essenza del film. La grandine distruttiva sembra appianare tutto per lasciare posto alla volontà di ricominciare. Perché in fondo non è mai troppo tardi …

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