(75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia)

Abbiamo visto il secondo film italiano in concorso a questa 75ma Mostra del Cinema di Venezia le cui proiezioni sono state accolte tutte con calorosi consensi dal pubblico presente. Roberto Minervini è ormai un apprezzato autore, già affermatosi e distintosi con Ferma il tuo cuore in affanno del 2013 e soprattutto con il durissimo Louisiana del 2015 presentato a Cannes nella sezione un certain regard.

Con quest’ultima sua opera il nostro regista ci parla appassionatamente e coinvolgentemente della diseguaglianza e del razzismo nell’America Nera negli stati del profondo sud. Un quadro preciso ed intenso, a tratti, impietoso, ingentilito solo da un meraviglioso bianco e nero, sulla comunità afro-americana dei dintorni di New Orleans, la cui esistenza è segnata quotidianamente dalla violenza, delle discriminazioni raziali, dalla povertà ineludibile e dalla brutalità gratuita della polizia. Un film sicuramente di denuncia, ma anche un film dolce, violento, appassionato e pungente che illustra tre vicende umane emblematiche. Minervini che si era affermato inizialmente come fotografo poi come reporter, mantiene ancora questo suo approccio professionale di testimoniare direttamente ciò che rappresenta nelle sue opere, difatti ha vissuto a lungo nel 2017 con la comunità presa in esame, entrando e vivendo lui stesso la stessa quotidianità documentata, da qui la forza e l’intensità profonda e partecipativa delle sue analisi. La cinepresa è lasciata libera di riprendere la vita con lunghi piani sequenza, registrando la vita, la collera, l’impegno e le stesse riflessioni degli uomini e delle donne che ha incontrato e ripresi. Ne risulta un lavoro che va ben oltre le stesse frontiere delle categorie cinematografiche, un reportage che si distacca notevolmente dall’idea di documentario, un prodotto autoriale di tutto rispetto per contenuti e qualità filmica. Senza più dubbi Minervini può essere considerato ormai come un talento capace di osservare, ascoltare e con il grande dono dell’inquadratura.

data di pubblicazione:04/09/2018








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