(70^ Festival di Venezia – In Concorso)
Favelas palermitana: duello di Samira e Rosa
Due donne in duello in via Castellana Bandiera, tra colpi di clacson e una minzione liberatoria, sullo sfondo di una Palermo afosa e caotica. Samira, anziana e silenziosa, pazza per la perdita prematura dell’unica figlia. Rosa, giovane e granitica, fuggita da una città ostile e da una madre opprimente, non sappiamo perché, forse per la sua omosessualità. Loro due a fronteggiarsi nelle rispettive auto, a scrutarsi con sguardi inesorabili e incuranti della tragedia che si sta scatenando attorno a loro. Unico squarcio d’amore, da un lato, quello del nipote di Samira che le si rivolge nella propria lingua (il greco albanese ancora vivo e parlato in quel paese siciliano che si chiama appunto Piana degli Albanesi) supplicandola di cedere il passo e soprattutto di non morire. Mentre, dal lato di Rosa, abbiamo un segno di tenerezza nella filastrocca cantata dalla sua compagna, Clara, che comunque ritorna a lei con uno slancio di puro affetto. A notte tutto si placa, ma non cede l’ostinazione delle due protagoniste. Ma la fine arriva, all’alba, comunque con il cedimento fisico di Samira. Allora tutti corrono, accorrono, soccorrono, tutti verso il baratro: perché di questo si tratta. Tanto questa, a Palermo, “iè strata qa nu spunta” strada senza uscita, senza soluzione…


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