(Teatro La Cometa – Roma, 9/27 ottobre 2019)

Una compagnia scalcinata che riflette tutte le esagerazioni e le contraddizioni del teatro brillante odierno. Un “Rumori dentro la scena” all’italiana.

 

Il repertorio leggero e brillante attinge a un’altra opera prima che apre, con una serata a inviti, la stagione di un teatro che riflette profondamente sui meccanismi interni della rappresentazione e crede nel genere. La difficile gestazione di uno spettacolo nel segno di un autore in crisi matura attraverso doverosi compromessi. C’è un cane in scena ma anche un’attrice-cagna che farà una brutta fine. Compendio di personalità diverse ed eccentriche. L’attore esperto, l’aiuto regista attrice improvvisata d’emergenza, l’attore giovane prostatico, l’attrice di mezza età poco adatta alla parte. E un produttore che è un boss mafioso che controlla l’andamento attraverso un proprio killer che si rivelerà un regista aggiunto manipolando il testo con alcune sapide invenzioni. Si ride e si pensa con toni a volte semi-amari. Commedia anti-stress per eccellenza che trasmette il futile del teatro ma anche il birignao e quanto di teatro c’è nella vita di tutti giorni attraverso i tic dei protagonisti, a volte stagionati.  Recitazione omogenea e dialoghi che invitano al sorriso e a qualche risata a scena aperta. Sena converrò sulla necessità di qualche sfrondatura per evitare qualche caduta di ritmo. Lo spettacolo cerca una sua fine con una certa approssimazione. In effetti i finali immaginati potrebbero essere molteplici. Inutile aggiungere che lo spettacolo avrà successo e dunque chiuderà con l’happy end anche se con qualche piega imprevista tra i protagonisti. Il regista mollato dalla fidanzata, il boss che non chiude i conti con il suo sgherro, non più fidato. Le repliche non potranno che contribuire a oliare un meccanismo già piuttosto rodato e che regala ampio copione ai numerosi attori (nove, un’eccezione per i palcoscenici contemporanei).

data di pubblicazione:11/10/2019


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