Sawyer Valentini è costretta a lasciare la sua città e il suo lavoro a causa di un uomo che, spinto da una vera ossessione nei suoi confronti, la perseguita. Pur iniziando una nuova vita in un ambiente completamente estraneo, la giovane donna non riesce suo malgrado a lasciarsi dietro le paure incapace soprattutto di distinguere il passato dal presente: tra realtà e fantasia, il suo equilibrio mentale risulta oramai seriamente compromesso. Nonostante il ricovero in un centro medico per disturbi del comportamento, una serie di eventi metteranno gravemente a rischio la sua stessa incolumità.

 

Con questo thriller psicologico che affascina subito lo spettatore trasmettendogli la giusta dose adrenalinica, Steven Soderbergh ancora una volta si insinua nei meandri della psiche umana per indagare quanto si possa essere influenzati da un soggetto esterno in maniera così violenta da non poter più riconoscere ciò che sia la vita reale da quello che invece i sensi riescono a generare come conseguenza di un trauma subìto e irrisolto. Il regista, al pari dell’indimenticabile Alfred Hitchcock, risulta così essere un vero e proprio maestro del brivido lavorando molto sul rapporto psicotico tra la donna ed il suo stalker che riesce a generare in lei uno stato di così forte ansia da compromettere lo svolgimento della sua normale vita quotidiana. La protagonista (Claire Foy) è sicuramente una donna insicura perché costantemente minacciata, ma nonostante ciò riesce a trovare la forza e la determinazione per gestire situazioni a volte senza una apparente via di scampo. Se a tutti i costi si vuole attribuire al film una lettura attuale che riguarda la fragilità della donna contro la prepotenza dell’uomo si è liberi di farlo, ma il soggetto va sicuramente oltre per dimostrare invece quanto l’essere umano sia vulnerabile e spesso soggetto a condizionamenti dai quali difficilmente se ne viene fuori. Sawyer è una donna che rimane vittima non solo del suo aggressore ma anche di un sistema sociale all’interno della clinica dove è forzatamente reclusa e dove tutto sembra congiurare contro di lei, per smorzare il suo istinto di sopravvivenza quando oramai tutto sembra perduto.

Ottima la sceneggiatura curata da Jonathan Bernstein e da James Greer. Un ottimo cast accompagna la credibile interpretazione di Claire Foy (debutto sul grande schermo nel 2011 con il film L’ultimo dei Templari di Dominic Sena).

Curiosità da segnalare: le riprese sono state effettuate dal regista in un brevissimo lasso di tempo con un normale iPhone. Presentato fuori concorso all’ultima edizione della Berlinale, il film ha ottenuto ritorni positivi di critica da parte della stampa internazionale.

data di pubblicazione:16/07/2018


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