(Piccolo Eliseo – Roma, 2/4 ottobre 2018)

In programma ormai già da settembre alcuni spettacoli che animano i diversi spazi di cui il teatro Eliseo dispone, dai foyer di platea e balconata fino al palcoscenico del Piccolo Eliseo, prologo a una grande stagione che festeggia i 100 anni del teatro. Inaugurato infatti nel 1918 e destinato inizialmente al divertimento della classe agiata romana con il genere dell’operetta, il teatro ben presto ospiterà sulle sue tavole la grande prosa, portata in scena da artisti del calibro di Totò, Anna Magnani, Marcello Mastroianni, Mariangela Melato, la Compagnia dei giovani e da registi come Patroni Griffi, Luchino Visconti o Gabriele Lavia solo per citare alcuni nomi. Nel corso del tempo ha sempre mantenuto l’attenzione rivolta verso il teatro tradizionale, non mancando mai di aggiungere in cartellone i grandi classici, ma dando spazio alla novità, alla sperimentazione e ai giovani, soprattutto questi ultimi sul palco del Piccolo Eliseo. Tradizione non interrotta neanche con Luca Barbareschi, sotto la cui direzione il teatro venne riaperto nel 2015 dopo un anno di chiusura. Una Passione rientra nel cartellone del Prologo di Stagione.

Arriva un attore con il suo bagaglio di parrucche e costumi pronto per andare in scena, ma il palco è vuoto, la replica è sospesa. Lui decide lo stesso di mettere in scena quello che ricorda dello spettacolo e allora viene fuori il racconto di una passione tutto personale, forse caotico, ma in fondo tutto vero per quanto è vera la vita.

 

Un sodalizio già sperimentato in altri lavori teatrali quello tra Marco Vergani e Vinicio Marchioni, che dimostra di essere efficace e funzionante anche nella rappresentazione di questo breve testo di Valentina Diana (presente in sala), che ha la durata e l’intensità di una carezza, ma tutta la forza e il sapore dell’autenticità.

Una verità raccontata da un uomo qualunque, una semplice comparsa che lavora in un grande spettacolo, il quale contrariamente alla ragione dei grandi personaggi, perché i grandi personaggi hanno sempre una ragione importante da far valere, mostra la sua verità innocente e piccola di guitto artista relegato all’interpretazione di ruoli minori, inconsapevolmente buffo, che di ragione ne ha solo una, la sua, giusta o sbagliata che sia, ma vera e palpitante come è l’attore che abbiamo davanti.

Attraverso il racconto completamente reinventato in chiave grottesca (ma mai blasfema) della passione di Cristo, la vita di questo unico attore rimasto in scena si mischia con quella dei personaggi che via via va interpretando, in un gioco perfetto di metateatro, forse già visto, ma comunque ben rappresentato; il suo racconto diventa metafora dell’esistenza di ognuno di noi, che siamo sì gente comune, ma che possediamo anche noi una ragione da far valere come tutti, perché anche la più piccola esistenza serve a far mandare avanti la storia.

Colonna sonora dello spettacolo “Vivere” di Enzo Jannacci, che chiarisce il senso di tutto e ci fa apparire più chiaro che non bisogna essere dei grandi eroi per godere di un dono immenso come la vita, poiché come recita la canzone bisogna “vivere senza malinconia … e ridere sempre così, giocando, ridere delle follie del mondo”.

Uno spettacolo che fa sorridere e a brevi tratti riflettere, ancora per questa sera in scena al Piccolo Eliseo.

data di pubblicazione:04/10/2018


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