(Mostra a cura di Marco Goldin – Basilica Palladiana, 24 Dicembre 2014 / 2 Giugno 2015)

Una splendida Piazza dei Signori, addobbata per le feste  ed occupata dai banchi di un mercatino natalizio di pregevole qualità ha fatto da cornice alle due ore di fila necessarie per entrare alla mostra in corso nella neo-restaurata Basilica palladiana di Vicenza (si consiglia vivamente, dunque, di prenotare in anticipo). 115 le opere ad attendere il visitatore della mostra intitolata Tutankhamon Caravaggio Van Gogh. La sera e i notturni dagli Egizi al Novecento, aperta fino al prossimo 2 Giugno 2015. Un titolo ed una mostra ambiziosi, che hanno scatenato perplessità da più parti, anche nei docenti del locale Liceo Classico, come riportato dalle chiacchiere dei vicentini tra i banchi del mercato. Una mostra ambiziosa che spiazza il visitatore, con un iniziale criterio espositivo cronologico (come elencato anche nella descrizione in breve sul sito http://www.lineadombra.it/ita/mostre/tutankhamon-caravaggio-van-gogh/la-mostra/tcvg-mostra/tcvg-mostra-breve.php) immettendoci nelle buie sale dei pezzi egizi, per poi proseguire , nelle sale successive, con  criteri di analogia e raffronto di opere di epoche diversissime, legate da un uso simile della luce o dal tema raffigurato. Il raffronto è il sale di una mostra che altrimenti crea difficoltà a rinvenire il filo conduttore prescelto, sia per la sua mancata evidenza di fronte alle  opere, sia per la difficoltà di fruizione delle didascalie, dovuta alla prolissità verbosa e concettuale delle stesse e alla scelta dei colori di sfondo e caratteri, oltre che all’illuminazione spesso insufficiente.  E se il percorso egizio rimane come una porzione a sé stante, apparentemente ma anche logisticamente slegata dal resto, pregevoli sono alcuni raffronti e accostamenti, il contemporaneo Lopez Garcia accanto ad un Tiziano, uno splendido Poussin e l’inquietante Bacon. Notevoli tutte le opere dello spagnolo Lopez Garcia, di cui si svolge contemporaneamente una mostra monografica a Palazzo Chiericati, così come le sferzate sull l’immaginario delle opere di Wyeth, Turner, Friedrich, Hopper e le incisioni di Rembrandt e Piranesi.  Gioiello della sala finale il Narciso di Caravaggio.  Ma la mostra, comunque interessante di sé, val bene il biglietto anche solo se si alza il naso in su e ci si lascia incantare dalla meraviglia che è la Basilica Palladiana che la ospita


data di pubblicazione 08 /01/2015

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