La giovane geometra Lucia (Alba Rohrwacher), ragazza madre dell’adolescente Rosa, tenta di sopravvivere e di rimanere a galla barcamenandosi in piccoli lavoretti che talvolta lei stessa, nonostante la sua figura femminile esile, graziosa ed angelica, si trova in buona fede ad “estorcere” imponendo consulenze o pareri alle direzioni di cantiere in cui si intrufola mossa, in primis, dall’irrefrenabile voglia di far bene e garantire che l’edificazione, il progetto siano in regola con le regole del piano regolatore, delle mappe del catasto e dell’agenzia del territorio.
Nei maldestri e a volte rischiosi tentativi di sbarcare mensilmente il lunario, Lucia viene designata, proprio per la sua disperato bisogno di lavorare, dal sindaco Paolo (Giuseppe Battiston) per mettere “ordine” nelle mappe di classamento di alcuni ettari di terreno della campagna del viterbese dove un suo amico imprenditore (Thomas Trabacchi) dovrà realizzare un impianto alberghiero di lusso. Lucia, la quale ha da poco messo alla porta il compagno Arturo (Elio Germano), si tuffa in questo incarico che ben presto diverrà la fonte dei tormenti della sua coscienza. Lucia si rende conto di alcune irregolarità tra il progetto edile in fase di avvio e la reale conformazione dei terreni interessati dall’imminente edificazione, ma il sindaco le chiede di chiudere un occhio. Non appena si trova costretta a rinnegare i suoi principi di geometra corretta che agisce nel rispetto delle regole, Lucia inizia ad avere delle apparizioni: una giovane Madonna, dai modi talvolta aggressivi, le chiede di bloccare i lavori del progetto e di costruire una Chiesa su quell’area.
Il film, vincitore del premio Label nella sezione Quinzaine dell’ultima edizione del Festival del cinema di Cannes, è una commedia che timidamente, in una chiave a tratti tragicomica, ricorre ad una storia del paranormale per raccontare come ormai la vera normalità – sicuramente in Italia come in altri paesi – sia quella di un modus operandi conforme al non rispetto delle norme, dei piani regolatori, dei vincoli a tutela dell’ambiente e del paesaggio. Tutti lavorano chiudendo un occhio, violando o fingendo di non conoscere il limite della regola posta nell’interesse comune ed ecco che allora deve scomodarsi addirittura la Madonna per rimettere in riga quelle “perle rare” che a discapito della loro esistenza, del successo e dell’affermazione economica personale, agiscono nel rispetto del prossimo e della legalità. Che direzione prenderà Lucia? Cosa si cela sotto quei terreni?
Troppa grazia parte sicuramente da una buona intuizione e regala qualche sorriso grazie alla bravura del cast, a cominciare da Alba Rohrwacher, Elio Germano e il cameo di Carlotta Natoli (nel ruolo della migliore amica di Lucia). Tuttavia, la storia non fluisce, a tratti è troppo lenta, non ha il ritmo che probabilmente con qualche minuto in meno – ad esempio eliminando una serie di dialoghi e momenti spenti e inutili tra i personaggi di Lucia e Arturo (quest’ultimo davvero superfluo nella sceneggiatura) – e con dei migliori effetti speciali sarebbe stato meno banale e più sensato seppure nell’ambito di un racconto del paranormale.
Probabilmente in contrapposizione con il parere della giuria della sezione Quinzaine a Cannes 2018, il film non prende l’attenzione dello spettatore e non convince, salvo per la bravura della protagonista che finalmente veste i panni di un personaggio imperfetto e sorretto da una certa vis comica.
data di pubblicazione: 26/12/2018

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