Le recensioni di Daniele Poto oltre ad avere il raro pregio di una sintesi brillante ed esaustiva hanno anche il merito di stimolare la riscoperta di autori sempre di qualità e mai banali. Così come era stato giorni fa con March Bloch, così è stato questa volta con J. K. Jerome. Chi meglio di lui può infatti farci passare ore piacevoli facendoci amabilmente sorridere e viaggiare nello stesso tempo. Questa volta ho quindi ripescato il buon vecchio Tre Uomini in Barca. Ebbene, per quanto già letto e riletto nel corso degli anni, il libro è tuttora valido e consigliabile per un po’ di piacevole distensione e svago. Tre amici scapoli (per non parlare di Montmorency, il cane …), un po’ ipocondriaci, molto snob, che non amano molto il lavoro nelle sue pur varie manifestazioni e che, tanto per passare il tempo, decidono di trascorrere un paio di settimane in barca sul Tamigi … programmi e realtà sono sempre diversi … Certo non è alta letteratura, ma che c’è mai di male ad essere un libro di gran successo da oltre un secolo? Un libro che continua a far sorridere con tipico humour britannico e che spesso vira anche al comico per sottolineare comportamenti umani tipici dell’era Vittoriana, ma, a ben riflettere, nemmeno tanto lontani da quelli riscontrabili ai giorni nostri. Jerome è un autore che mantiene intatta tutta la sua verve comica e gli si possono di certo perdonare alcuni passaggi un po’ lenti perché immediatamente riscattati con virate sull’assurdo e sullo stravagante che strappano ancora risate di cuore dopo 100 anni. La narrazione scorre piacevolmente fra imprevisti, avventure ed aneddoti divertenti, Jerome viaggia e noi con lui, gentilmente ed ironicamente, con freschezza e leggerezza fra tutto ciò che è umano: pigrizia, vanità, egoismo, ridicolo, noia di vivere, ironia, auto illusioni e routine quotidiana. Si salva solo chi ha il rarissimo dono dell’autoironia! Ahinoi pochi, pochi assai!

Un libro dunque ancora fresco ed irresistibile nonostante gli anni, anzi proprio quel leggero senso di datato delle situazioni, aggiunge come un tocco finale di charme al racconto e lo rende attualissimo. Un classico da tenere sempre a portata di mano nella propria libreria e da consigliare e trasmettere quasi come un “testimone” fra generazioni di lettori. E … riprendendo quella splendida espressione d’antan che ha usato il nostro Daniele Poto e che già da sola è tutta una filosofia di Vita: … un bel livre de chevet!

data di pubblicazione:15/04/2020

 

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