(71ma Mostra del Cinema di Venezia- in Concorso)

In una cittadina della provincia francese, l’ispettore delle imposte Marc (Benoìt Poelvoorde), dopo aver perso il treno per Parigi entra in un bar per chiedere informazioni su un albergo dove passare la notte; lì incontra una giovane donna, la misteriosa Sylvie (Charlotte Gainsboug) e passeggia con lei sino all’alba; nel salutarsi, i due si danno appuntamento per la settimana successiva a Parigi, in un punto preciso dei giardini de la Tuileries, ma per strani capricci del destino, come i capricci che ogni tanto fanno tumultuare il cuore del cardiopatico Marc, i due non si incontreranno. Dopo qualche tempo, Marc conosce la fragile Sophie (Chiara Mastroianni): i due decidono presto di sposarsi, ma a pochi giorni dal matrimonio l’uomo scoprirà che Sophie è la sorella maggiore di Sylvie. Sarà la madre delle due donne (Catherine Deneuve), a capire “tutto” prima di loro.

Con un cast di alto livello, che si muove in un clima palpitante e fosco marcato costantemente da un motivo musicale da thriller, che sottolinea anche i problemi cardiaci del protagonista, Tre cuori di B. Jacquot ha tuttavia proprio la pecca di un’ambientazione da “imprevisto sempre in agguato”, che non è poi seguita da una reale imprevedibilità degli eventi, a causa anche delle troppe affinità della pellicola con Sliding doors, di Peter Howitt, in cui la vicenda della protagonista si sdoppia in due destini paralleli e separati, uno a lieto fine romantico e l’altro drammatico.

Di questo melò francese, un po’ algido e distante, è comunque da apprezzare l’idea di base, sicuramente originale, in cui il cuore ed il numero tre si rincorrono continuamente: tre sono i cuori di donna, con al centro una madre che continuamente tenta di pilotare la vita affettiva delle figlie, e poi c’è un triangolo amoroso, con la centro la figura di un uomo malato di cuore. Sta allo spettatore scegliere il finale.

data di pubblicazione 11/11/2014


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