Un rapporto a due, quello tra i coniugi Castleman, forte ed indissolubile, che si basa su una complicità che si trasforma negli anni in un compromesso insopportabile a causa di un’illusione: quella di riuscire a tutelare per sempre un segreto che non può essere confessato.

 

Joe e Joan si conoscono sin dai tempi dell’università: siamo negli anni ’50. Lui è un professore di letteratura, sposato e con una figlia appena nata, lei una brillante studentessa, scrittrice in erba, che cede alle lusinghe ed al fascino di quest’uomo di talento. Dopo quarant’anni, è il 1992, ritroviamo la coppia alla vigilia di un grande evento: Joe, che nel frattempo è divenuto uno scrittore di successo, riceve la notizia di essere stato insignito del premio Nobel alla letteratura; Joan è ancora al suo fianco ma nella veste di moglie devota, madre dei suoi due figli, compagna premurosa ed amorevole. Fra i due, anche dopo tanti anni, sembra esserci un’intesa perfetta ma, l’evento straordinario del Nobel incrina tanta apparente perfezione, facendo emergere non solo l’ombra di innumerevoli tradimenti sul piano personale da parte di quest’uomo capriccioso ed egocentrico, ma anche quella assai più ingombrante di un insospettabile sodalizio professionale.

Jonathan Pryce e Glenn Close sono i due straordinari interpreti di un film che si regge esclusivamente sugli equilibri ed i disequilibri di un rapporto d’amore che, dopo quarant’anni, è sull’orlo del collasso.

Il film dello svedese Biörn Runge, tratto dall’omonimo romanzo di Meg Wolitzer, ha un’idea di fondo ancora molto attuale anche se non del tutto originale (basti pensare a Big eyes di Tim Burton), condotta con delicatezza e senza eccessi pur parlando di ribellione femminile e Glenn Close, nel ruolo della donna di talento che ha sacrificato per anni la propria ambizione per vivere all’ombra del marito, unico tra i due ad avere avuto “l’investitura sociale” a diffondere l’arte dello scrivere, probabilmente riuscirà a conquistarsi la settima nomination agli Oscar.

Il film infatti sembra cucito addosso a questa grande attrice, ma la sua bravura non è decisamente sufficiente a sollevare una pellicola che ha una sceneggiatura un po’ piatta, che ricorre anche a qualche clichè e che si riprende solo con un finale non propriamente scontato ma che, tuttavia, non riesce a fare di The Wife un film da annoverare tra i migliori in circolazione.

data di pubblicazione:11/10/2018


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