(Teatro India – Roma, 22 dicembre 2018/5 gennaio 2019)

La partenza è un laboratorio ed una ricerca sul mito greco, prendendo a riferimento un testo apparentemente distante e devastante, Le Baccanti di Euripide. È lo spettacolo Studio da Le Baccanti, in scena al Teatro India dal 22 dicembre 2018 al 5 gennaio 2019. Una discesa negli inferi interiori alla ricerca delle origini del misticismo e delle contraddizioni della cultura e della religione. Emma Dante, insieme agli allievi dell’Accademia Silvio D’Amico, ne estrae un teatro fisico, trasgressivo che sa di euforia e di morte: una elaborazione che lavora sull’ebbrezza e sulle contraddizioni giovanili.

 

Le Baccanti è considerata una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi. Esaspera il tema della forza della religione, il suo messaggio è un monito a tutti gli uomini ad adorare sempre gli dei e a non mettersi contro di essi. Un’accezione religiosa però non certamente positiva: Dioniso si dimostra una divinità assolutamente spietata nel punire chi non aveva creduto in lui, al punto di sterminare i suoi stessi parenti ed esiliare i sopravvissuti.

Dioniso, nato dall’unione tra Zeus e Semele,donna mortale vuole convincere tutta Tebe di essere un dio e non un uomo. A tale scopo per prima cosa ha indotto un germe di follia in tutte le donne tebane, che sono dunque fuggite sul monte Citerone a celebrare riti in onore di Dioniso stesso (le Baccanti). Ma Penteo, re di Tebe, rifiuta strenuamente di riconoscere un dio in Dioniso e lo fa arrestare.

Le Baccanti intanto hanno invaso alcuni villaggi, devastando tutto e mettendo in fuga la popolazione. Dioniso, parlando con Penteo, riesce allora a convincerlo a mascherarsi da donna per poter spiare di nascosto le Baccanti. Una volta che i due sono giunti sul Citerone, però, il dio aizza le Baccanti contro Penteo che si avventano su di lui e lo fanno a pezzi per punire colui che non aveva creduto nella natura divina di Dioniso.

Il progetto è partito da un’attenta analisi del testo, nella traduzione di Edoardo Sanguineti, focalizzandosi principalmente sulla presenza del coro. La suggestione create dalla stessa regista e dal suo staff (Carmine Maringola alle scene, Sandro Maria Campagna per i movimenti scenici, Serena Ganci per le musiche e gli arrangiamenti corali, Cristian Zucaro alle luci) sono come sempre sorprendenti ed efficaci grazie al gioco delle luci, alla gestualità dei corpi ai dettagli espressivi, alla fluidità del racconto, alle scelte musicali. Straordinario nella sua semplicità l’impianto scenico. Una densità emotiva ed una forza d’urto che dal palco si trasferisce agli spettatori.

Bellissimo e intenso il lavoro sulla fisicità e sul ritmo dei giovanissimi protagonisti, mai banali o eccessivi, ognuno con una specifica identità espressiva, unici nel loro essere acerbi e veri.

data di pubblicazione: 26/12/2018


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