Presentato in Concorso alla 76. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è uscito nelle sale l’ultimo film di Noah Baumbach con Adam Driver e Scarlett Johansson, visibile dal 2 dicembre sulla piattaforma Netflix. Storia di un matrimonio parla della lunga strada che una coppia di New York deve “attraversare” per arrivare alla separazione nel modo più amichevole possibile, ma non senza sofferenza, nel rispetto dell’amore che reciprocamente nutrono per il piccolo Henry, il loro unico figlio, affinché questi possa continuare a crescere senza troppi traumi.

 

Nicole, attrice di Los Angeles divenuta famosa grazie ad una commedia televisiva di successo, incontra Charlie, un talentuoso regista teatrale di New York e se ne innamora all’istante; in nome di questo amore si trasferisce da Los Angeles a New York, iniziando a lavorare come attrice teatrale senza tuttavia avere uno spiccato talento nel settore. La coppia è affiatata solo in apparenza: le rinunce a volte inutili di lei e la cecità di Charlie, ambizioso e strenuo sostenitore delle proprie idee, li portano ad un progressivo allontanamento emotivo di cui inizialmente, entrambi, non riescono a definirne i confini. Sino a quando non entreranno in scena i legali divorzisti che, in poco tempo e senza mezzi termini, li porteranno ad accettare di modificare in maniera traumatica il loro quotidiano, stravolgendo così anche le loro vite professionali. Nicole, più risoluta nel voler divorziare, tonerà con Henry a Los Angeles dove riprenderà a lavorare in TV, mentre Charlie dovrà fare la spola da New York per vedere il figlioletto, tentando di conciliare questi incontri con gli impegni teatrali.

Adam Driver e Scarlett Johansson sono bravissimi, e ne danno prova sempre, sia nelle scene di inevitabile tensione sia in quelle dove la tenerezza scivola tra le maglie della stanchezza, dopo che la quotidianità con il suo rassicurante bagaglio è andata distrutta: i due interpreti sono decisamente il fulcro del film perché riescono a mettere a nudo con molta maestria fragilità, egoismi e incomprensioni. Non altrettanto esaltanti sono Laura Dern e Ray Liotta nella parte dei legali divorzisti rispettivamente di Nicole e Charlie, un po’ troppo macchiettistici che, al pari di alcune scene cantate, sortiscono l’effetto contrario di appesantire il film invece di alleggerirlo.

È purtroppo quasi inevitabile ritornare con la mente a quel Kramer contro Kramer in cui i giovanissimi e bravissimi Maryl Streep e Dustin Hoffman, si contendevano l’affidamento del loro bambino: questa similitudine fa perdere un po’ di fascino alla storia di Baumbach che, seppur ben articolata sul concetto che l’amore non finisce ma si trasforma anche quando tutto sembra andare in frantumi, evidenziando nei passaggi dolorosi di un divorzio un realismo di vita vissuta in cui non si perde la naturalezza di certi gesti che ti faranno ricordare di essere stati un tempo una famiglia, non convince sino in fondo, lasciando l’amara sensazione di qualcosa di già visto.

data di pubblicazione:19/11/2019


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