(Teatro Quirino – Roma, 4/9 dicembre 2018)

Dramma a carattere familiare, Sorelle Materassi racconta l’impresa pirrica di Teresa e Carolina, che per mantenere e crescere l’amato nipote Remo, figlio viziato e prepotente della defunta sorella maggiore, s’indebitano fino a perdere tutto, nonostante i richiami e le avvisaglie continue della loro sorella minore, Giselda.

 

Si ripete al Quirino per una sola settimana uno spettacolo che ha avuto un grande successo la scorsa stagione, Sorelle Materassi, che si inserisce come un cammeo in un cartellone ricco e interessante di appuntamenti da non perdere. Noi di Accreditati.it lo avevamo già visto e recensito nell’articolo del nostro amico Rossano Giuppa (http://www.accreditati.it/le-sorelle-materassi-di-aldo-palazzeschi-adattamento-di-ugo-chiti-e-regia-di-geppy-gleijeses/),  ma siamo voluti tornare lo stesso per omaggiare un invito al quale non si poteva dire di no.

Lo spettacolo si avvale della preziosa interpretazione di due grandissime attrici, Lucia Poli nel ruolo di Teresa e Milena Vukotic in quello di Carolina, sorelle, sarte per i grandi signori di Firenze, signorine perché non hanno voluto legarsi a nessuno se non a se stesse per difesa forse dal mondo, testimoni di un’Italia e di un’educazione che non esiste più, ma che le due interpreti sanno ripetere molto bene. Perfettamente accordate tra loro nella recitazione, se dovessimo incontrarle in un bar o su un autobus invece che a teatro, crederemmo davvero che siano unite da un vincolo di parentela molto stretto, tanto è impressionante la loro sintonia. Anche nella diversità dei caratteri sembrano recitare come se fossero un solo personaggio.

La regia supporta sapientemente la loro bravura e insieme dedica spazio, nel suo essenziale intervento, a un testo eccezionale, ricco di un vocabolario funzionale e ricercato. Vi trovano posto anche i silenzi, vere e proprie pause narrative consoni al racconto. Azzeccata la soluzione scenografica di mantenere vuota la stanza da lavoro dove tutto si svolge, spogliata di inutili orpelli e ridotta all’essenziale, come la vita delle protagoniste, ma ancora più geniale la presenza dell’albero di ciliegie in fondo alla scena. L’elemento rimane incorniciato dalla grande porta ad arco che dà sull’esterno dell’abitazione e solo sul finale, per un meccanismo di sollevazione della parete, si vede in tutta la sua interezza. Un groviglio di rami scuri in controluce, spoglio di foglie e di frutti, che diventa metafora delle sorelle Materassi: come gli uccelli di passaggio hanno beccato via tutto senza lasciare nulla, così Remo ha portato via ogni cosa, approfittando della generosità delle donne. Ma non solo lui se ne é approfittato, perché, come dice la serva Niobe (una bravissima Sandra Garuglieri), se non sono i passeri a mangiare le ciliegie sono i merli, e se non sono i merli sono gli stormi. Va così che si comprende che di drammi insoluti le sorelle Materassi, compresa la minore, la tormentata e rabbiosa Giselda (Marilù Prati), sono molti e dolorosi.

Uno spettacolo da vedere!

data di pubblicazione:05/12/2018


Il nostro voto:

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