I Cartelli Messicani del narcotraffico si occupano anche del lucroso transito clandestino di esseri umani e di infiltrare terroristi nel territorio degli Stati Uniti. Dopo aver subito da parte di quest’ultimi un sanguinoso attacco suicida, il Governo Americano decide di reagire usando gli stessi metodi brutali dei nemici che combatte, organizzando il rapimento della figlia di un capo clan, facendone ricadere la colpa su gang rivali e scatenare così una guerra fratricida fra le bande del Cartello. Della missione segreta è incaricato l’agente Graves (Josh Brolin) e con lui anche il misterioso Alejandro (Benicio del Toro). La situazione però degenera, occorrerà chiudere l’operazione costi quel che costi.

 

Dopo il grande successo di critica e di pubblico, ottenuto nel 2015 da Sicario era più che evidente che avremmo presto visto un suo seguito. Soldado riprende infatti tutti gli elementi del precedente film, a partire dalla valida sceneggiatura dell’ottimo Taylor Sheridan, i luoghi poi sono sempre gli stessi: i territori selvaggi della frontiera fra Messico e Stati Uniti, anzi, il senso del paesaggio è proprio uno degli elementi di continuità, unitamente alla lotta contro i Cartelli ed ai due protagonisti, due personaggi sempre più disillusi e privi di scrupoli in un universo ancora più brutale e cupo. La nuova pellicola non è però la semplice replica di quella che abbiamo già visto, tutt’altro. L’italiano Sollima che, dopo il successo di Gomorra, subentra nella regia al pluripremiato canadese Villeneuve (Blade Runner 2049), vince senza alcun dubbio la scommessa di questa sua prima produzione internazionale. Il nostro regista afferma la sua diversità stilistica e la sua personale visione creativa ricreando tutto un altro mondo in cui la violenza è l’elemento dominante unitamente alla corruzione che pervade un universo amorale, selvaggio e brutale ove gli individui lottano solo per la sopraffazione o la sopravvivenza. Mentre il tocco di Villeneuve era un po’ visionario ed estetizzante, quello di Sollima è invece molto più realistico, direi classico, essenziale e decisamente orientato verso l’azione con scene spettacolari di formidabile efficacia e di assoluto virtuosismo cinematografico. In questo nuovo duro contesto, in questo “abisso” non c’è più posto per protagoniste femminili, e l’autore concede così molto più spazio ai due carismatici protagonisti e alla costruzione di una realtà ormai solo e soltanto tutta maschile. Brolin e B. del Toro, entrambi sempre talentuosi e tesi ad approfondire il lato umano dei loro personaggi, sono perfetti in due parti tagliate sempre più su misura per loro. Il primo è imponente con la sua recitazione classica, il secondo, con una interpretazione di prim’ordine, accentua l’aspetto tenebroso e fascinoso del personaggio che diviene tanto più ambiguo quanto più sembra assumere una rilevanza tutta sua nell’evoluzione della storia stessa.

Un sequel dunque di notevole robustezza, intensità e personalità, supportato da una messa in scena efficace, da tecniche di ripresa affascinanti, da una regia asciutta e rigorosa, da un montaggio con un ritmo incalzante ed adrenalinico senza mai tempi morti che affascina letteralmente lo spettatore unitamente ad una musica ossessiva, cupa ed opprimente che sottolinea però perfettamente lo svolgersi dell’azione, la tensione e gli scoppi di violenza.

Soldado è un ottimo film di genere, un eccellente thriller d’azione, certo è anche cinema commerciale ma è di buona fattura e molto convincente. Il film è poi pervaso da una singolare vena di malinconia, di tristezza e assurdità fuori del tempo, quasi fosse preso dal “senso della fine” provato dai suoi eroi/antieroi, che richiama esplicitamente le atmosfere proprie di un western crepuscolare. Per gli appassionati del genere le due ore di spettacolo voleranno via troppo velocemente, ma … si preannuncia già nel finale stesso, l’arrivo di un terzo e forse conclusivo episodio.

data di pubblicazione:28/10/2018


Scopri con un click il nostro voto:

 

Share This