(Cantieri Culturali alla Zisa – Palermo, 31 maggio/6 giugno 2018)

Il Sicilia Queer Festival giunge alla sua ottava edizione in un anno molto significativo per Palermo in quanto la città è divenuta Capitale italiana della Cultura. La manifestazione è un importante evento che si inserisce adeguatamente in tutte quelle attività culturali che si stanno organizzando e che trova in questa sede coinvolti cineasti provenienti da vari paesi. Il Festival si distingue perché attraverso la proiezione di film a tema omosessuale intende portare avanti una campagna contro ogni forma di discriminazione, a cui talvolta ci si abbandona anche per una forma di ingiustificata pigrizia mista a qualche pregiudizio duro da sconfiggere. Seguendo la propria tradizione, quest’anno l’evento dà un riconoscimento a Nino Gennaro artista e intellettuale siciliano che ha contribuito con il proprio pensiero all’affermazione della cultura gay in un contesto dove la militanza è ancora molto impegnata per la difesa dei diritti civili e per la totale libertà di pensiero. Molto interessante il programma che si è articolato in due sezioni principali riguardanti rispettivamente un concorso di cortometraggi e uno di lungometraggi, oltre a convegni ed interviste a personalità illustri, avendo sempre come sfondo il tema della emancipazione sessuale e l’affermazione della propria individualità. A chiusura della rassegna è stato presentato il film Un couteau dans le coeur di Yann Gonzales, già presentato in concorso all’ultima edizione del Festival di Cannes e dove nel 2013 il regista era stato segnalato dalla critica per il suo film Les rencontres d’après minuit. La pellicola, che ha come protagonista Anne (Vanessa Paradis) produttrice di film porno gay di basso livello, la si può considerare un thriller dove ad un disastroso rapporto lesbico fanno da contrappunto una serie di efferati omicidi. Seppur il plot sia alquanto scontato e non sembri ben riuscito l’intento del regista di dare un significato profondo all’intera storia facendo qua e là prevalere la componente del voyerismo, al di là di ogni personale considerazione su questa pellicola di chiusura urge comunque sottolineare la validità del Festival e degli obiettivi raggiunti, che sono stati quelli di “proiettarsi nel futuro a vantaggio delle generazioni future”. Un laboratorio sperimentale per costruire una realtà nuova con altre prospettive di crescita, di pensiero e di affermazione di genere, senza vincoli culturali che ne possano inficiare i risultati sin qui raggiunti.

data di pubblicazione:07/06/2018

Share This