In un’estate foriera di dolorosi lutti l’ultimo libro di Camilleri è commercialmente e editorialmente una preda ghiotta. In veste grafica un po’ dimessa però è l’ultimo regalo dello scrittore siciliano, non si sa quanto propenso alla pubblicazione di questi pensieri sparsi, un diario di viaggio, appunti in libertà sulla vita e sull’esistenza. Non c’è un ordine preciso di catalogazione perché si prescinde dal criterio cronologico. C’è una numerazione che si spinge fino al 142 per indicarci la trama intellettuale, talvolta intimista, talvolta storica, di uno dei più grandi narratori scoperti nel secolo breve, affermatosi in tarda età, immortalmente reso celebre dal personaggio di Montalbano. C’è tanta Sicilia e tanta vecchiezza in questi ritrattini che ci mostrano l’autore nelle pratiche casalinghe di scrittura. Quando mette il vestito buono in omaggio al lettore e si dedica per qualche ora della mattina all’esercizio preferito e amato della scrittura. Si avverte anche stanchezza perché in una riflessione l’autore la confessa manifestatamente, sazio di tessere trame, forsennatamente richiestegli dagli editori. L’arco temporale è vasto. Ci sono situazioni ripensate del fascismo e del dopoguerra in un “Confesso che ho vissuto” umano, persino troppo umano. Pensatore laico, manifestatamente di sinistra, critico sull’imbastardimento della politica e dei costumi, a tratti dissacrante. Un vecchio palesemente giovane perché fresco di mente e di reazioni. Immerso nel suo tempo ma anche censore del mainstream corrente. Chi vuole conoscere a fondo predilezioni e fobie di Camilleri potrò piacevolmente immersi in questa lettura a tratti aneddotica ma sembra sostenuta da uno stile colloquiale e salottiero che mette infinitamente a proprio agio il lettore. Un’opera minore ma anche un messaggio di congedo dal mondo, quasi anticipato qui e lì da toni pessimisti e distaccati. Quasi un presagio del distacco a venire. Un piccolo testamento saggistico che aggiunge cumuli di grandezza a uno scrittore vicino al popolo. Nel segno migliore di quest’ultimo sostantivo.

data di pubblicazione:26/08/2019

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