Una romantica storia d’amore che diviene struggente perché conosce la tristezza della separazione, ma che invece di spegnersi si autoalimenta. E così l’amore diviene strumento per difendersi dalle ingiustizie e dal dolore, quell’amore che rende forti se viene instillato sin da bambini, come cura per affrontare le brutture del mondo.

 

Siamo nel quartiere di Harlem a Manhattan negli anni ’70. Tish ha appena diciannove anni ed ama profondamente Alonzo, detto Fonny, che ne ha ventidue: i due sono cresciuti insieme, inseparabili sin dalla tenera età e, seppur giovanissimi, il loro è un legame profondo. I genitori di lei ne sono perfettamente consapevoli, forse perché anche loro si amano ancora molto, mentre quelli di Fonny, perennemente in lite, non vedono di buon occhio la ragazza. Queste diverse vedute non impediscono alla coppia di progettare un futuro insieme e l’improvvisa gravidanza di Tish consolida quel legame già così stretto. Ma i loro romantici progetti di una felice vita in comune s’interrompono allorquando Fonny viene accusato di un reato che non ha commesso.

If Beale Street Could Talk di James Baldwin è il romanzo da cui Barry Jenkins ha tratto ispirazione per il suo Se la strada potesse parlare. Presentato con successo durante l’ultima edizione della Festa del Cinema di Roma, la pellicola riesce a mescolare, fedele al racconto, romanticismo e tristezza, melanconia e dolcezza, rabbia e dolore. “Beale Street è una strada di New Orleans, dove sono nati mio padre, Louis Armstrong e il jazz. Ogni afroamericano nato negli Stati Uniti è nato a Beale Street, è nato nel quartiere nero di qualche città americana, sia esso a Jackson, in Mississippi, o a New York. Beale Street è la nostra eredità. Questo romanzo parla dell’impossibilità e della possibilità, della necessità assoluta, per dare espressione a questo lascito…”

Il tema principale del film è l’amore, coniugato attraverso l’indissolubile legame di coppia dei due giovani protagonisti e l’altrettanto indissolubile legame di loro con le famiglie di appartenenza, legame di cui fanno parte anche le amicizie del quartiere in cui Fonny e Tish sono nati e diventati grandi, attraverso un codice sacro non scritto tramandato in tutte le famiglie afroamericane. E così, quando il più naturale dei progetti naufraga in seguito ad un’ingiustizia, l’amore instillato sin da piccoli rende forti e pronti a sopportare anche la più dura delle prove.

Barry Jenkins, premio Oscar per il bellissimo Moonlight e di fresca nomination ai prossimi Oscar per la sceneggiatura non originale di questo film – a cui si aggiunono le nomination a Regina King come attrice non protagonista e alla colonna sonora – è riuscito a trasferire sullo schermo non solo il poetico romanticismo ma soprattutto la forza inscalfibile dell’amore di cui parla Baldwin, che nasce da un “contagio” che si eredita in famiglia e che riesce a coinvolgere emotivamente anche lo spettatore.

data di pubblicazione:24/01/2019


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