(Teatro 1 Mattatoio – Roma, 26/27 settembre 2019)

È un’opera di teatro musicale il nuovo lavoro di Hans Op de Beeck, in collaborazione con Eric Sleichim e la sua Bl!ndman Ensemble, per la drammaturgia di Tobias Kokkelmans. The Valley (an apocalypse) è stato presentato il 26 e 27 settembre con grande successo al Teatro 1 del Mattatoio.

Un uomo (l’attore Dirh Roofthooft) è seduto ai piedi di una piccola arena e racconta la sua incredibile storia. È circondato da musicisti che accompagnano il tragico racconto mentre tra di loro si aggira una donna con le ali nere (il soprano Lore Binon). E’ forse il suo angelo custode o la figlia consegnata all’acqua o la sua anima.

 

The Valley (an apocalypse) è un’opera coraggiosa in un viaggio nella memoria e nell’intimità forse anche nel solo immaginato, in uno spazio simbolico fatto di sassofoni, di una fisarmonica che suona in autonomia e di un rettangolo d’acqua.

L’artista visivo Hans Op de Beeck che vive e lavora a Bruxelles ci porta in un mondo fatto di ombre che sembra abitare al di sotto della superficie terrestre per narrarci delle storie, fatte di odori e sensazioni, di ricordi. Una narrazione tragica che parla anche di bellezza, di canto ancestrale, di vibrazioni, di incontri, di desideri, capace di far entrare lo spettatore in un sogno tanto esteriore quanto interiore, grazie alla cura della parola ed alla magia del disposto scenico.

Il protagonista è seduto a occhi chiusi, drammaticamente solo e incapace di dare direzione a una vita che lo coinvolge e lo sovrasta senza che lui possa realmente decidere da che parte e soprattutto verso dove andare.

Prima guidato da un eremita in una valle dove non c’è la luce del giorno e il livello dell’acqua cresce annunciando la catastrofe a venire, poi coinvolto nella relazione erotica con Jara, l’uomo appare sempre in bilico tra ciò che trova quasi per puro caso e ciò che inevitabilmente perderà, dalla valle all’amore della sua vita. La nascita di una bambina, dunque la famiglia, diventa alla fine l’ennesimo disperato tentativo dell’essere umano di emergere dall’abisso della propria esistenza e spezzare il ciclico e spietato reiterare di vita e morte.

Un’apocalisse poetica esistenziale nel ciclo dell’acqua che toglie e regala.

data di pubblicazione:1/10/2019

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