Un professore di Diritto (Daniel Auteuil) tanto bravo quanto reazionario, élitario, aggressivo e conosciuto per il suo gusto per la provocazione, una giovane studentessa universitaria (Camélia Jordana) di famiglia magrebina e della periferia parigina, ambiziosa ed intelligente, pronta a sfidare i condizionamenti della sua origine sociale pur di emergere ed intraprendere poi la professione legale. Il loro incontro in aula crea scintille fin dalla prima lezione. Il professore, per evitare le conseguenti sanzioni del Consiglio Disciplinare di Facoltà, accetta, suo malgrado, di preparare la giovane per il prestigioso concorso interuniversitario di eloquenza.

 

Il cineasta francese Y. Attal, attore e regista ben conosciuto in Francia, ha sempre rivolto lo sguardo della sua produzione cinematografica sui problemi della Società contemporanea. Anche questa volta firma, con humour e sagacia, un film ben riuscito e di attualità tutto centrato sulla virtù dell’impegno e del sacrificio come mezzo di elevazione sociale, culturale e individuale e sulla fragilità degli scambi fra personalità di diversa età e differente estrazione ed educazione. La narrazione, secondo gli schemi propri della commedia classica, riposa essenzialmente sull’antagonismo dei due protagonisti, tutto si oppone fra loro. Il cinico professore e la studentessa, due età e due visioni sociali, culturali e politiche antitetiche fra loro, eppure “condannati” a fare insieme un percorso spigoloso ma, alla fine, istruttivo per entrambi; l’una riuscirà a compiere il suo cammino di crescita grazie ai metodi antipatici ma efficaci dell’odioso docente costretto a farle da mentore, quest’ultimo, a sua volta, dopo il confronto inizierà, forse, a guardare il mondo con occhio meno negativo e, forse, ritroverà anche un proprio volto un po’ più umano.

Il regista è abile nell’osservare e restituirci con finezza questi due personaggi per quel che effettivamente sono, senza esaltare né stigmatizzare i loro comportamenti nel loro milieu di appartenenza e, così facendo, permette allo spettatore di confrontarsi con i problemi sociali della Realtà: l’intolleranza, i pregiudizi, la trasmissione del sapere, la volontà di emergere, i privilegi di classe, le opportunità …

Il tocco intelligente di Attal è sostenuto da una buona sceneggiatura, da una scrittura solida ed arricchita da dialoghi perfetti, brillanti e corrosivi, da un montaggio ben ritmato e, soprattutto, da un’ottima recitazione. Una coppia di protagonisti eccellenti che fanno scintille e fanno veramente il film. Auteuil, con presenza e mestiere collaudati, dona credibilità al suo professore facendo intravvedere il dolore che si porta dentro apportandogli così un po’ di umanità contenuta. La Jordana, si conferma come una sicura promessa del cinema francese, regalandoci un’ottima performance che le fa letteralmente bucare lo schermo con la sua freschezza recitativa.

Il regista è ben attento ad evitare il rischio di cadere nei facili clichè, qualcuno tuttavia sfugge alla sua attenzione e qualche sviluppo narrativo sembra anche fin troppo prevedibile o convenzionale, ciò non di meno, nel complesso riesce a navigare intelligentemente fino alla fine fra serietà, impegno e leggerezza. Quasi nemici ha lo charme di una commedia drammatica classica ben costruita, piacevole, seducente e spesso divertente. Un film molto umano, dal tono leggero, accattivante, raffinato ma efficace ed a tratti anche bello pur senza essere geniale. Una bella favola sociale che regala allo spettatore un’ora e mezza di buon cinema e che si può di certo consigliare.

data di pubblicazione:07/11/2018


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