PICASSO TRA CUBISMO E NEOCLASSICISMO: 1915-1925

(Scuderie del Quirinale e Palazzo Barberini – Roma, 22 settembre 2017/21 gennaio 2018)

Picasso – Méditerranée è un progetto che nasce per rafforzare e mettere in luce i legami tra Picasso e le diverse sponde del Mediterraneo.

In occasione della mostra si possono seguire le tracce del primo viaggio di Picasso a Roma (attraverso delle conversazioni a Roma per circa 8 settimane).

La mostra si svolge nelle Scuderie del Quirinale e nel Gran Salone del Palazzo Barberini.

Arlecchino e donna con collana olio su tela 1907, Le retour du bapteme d’après Le Nain olio su tela 1917, Ritratto di Olga in poltrona olio su tela 1918, studio della scenografia del balletto “tricorne” 1919, Cuadro flamenco 1921, Pulcinella 1920, Deux baigneuses gouache, pastello sanguigna e matita su carta velina 1920, La Coiffeuse matita su carta 1921, Deux femmes courant sur la plage gouache su tavola 1922, Saltimbanco seduto con braccia conserte olio su tela 1923, Baigneuse allongée matita su carta 1923, Les trois danseuses olio su tela 1925, sono alcune delle bellissime opere della  mostra, che racchiude il periodo italiano ma anche quello successivo all’esperienza italiana.

Tutta la mostra meriterebbe di essere descritta per la ricchezza e la bellezza delle opere, ma ciò che stupisce è il contributo prezioso che Picasso è riuscito a dare all’arte della scenografia teatrale.

Si vuole sottolineare l’evoluzione del suo progetto partendo da una manifestazione di allegria in Parade ad una espressività essenziale in Il cappello a tre punte.

Parade è il nome del balletto teatrale ideato da Jean Cocteau e realizzato in collaborazione con l’impresario Sergei Djagilev (fondatore della Compagnia dei Balletti Russi) e ai musicisti Igor Stravinskij e Erik Satie, al coreografo Léonide Massine e naturalmente a Picasso; nel 1917 tutti insieme partirono per Roma alla ricerca dell’ispirazione ma ognuno con la propria sfida, Picasso avrebbe trasferito il cubismo sulle scene.

Stupiscimi è la sfida che Djagilev aveva lanciato a Jean Cocteau con l’intento di mescolare la danza con un discorso contemporaneo in un approccio interdisciplinare dei suoi artisti.

Sergei Djagilev stava ricostruendo la sua Compagnia e voleva riconquistare gli alti standard di qualità e fama che aveva prima della guerra.

Parade metteva in scena l’assaggio di un’esibizione destinata ad attrarre un pubblico e rifletteva l’interesse degli intellettuali parigini per il circo e il teatro di rivista.

Cocteau voleva celebrare la banalità quotidiana, Massine voleva creare qualcosa di nuovo e rappresentativo dell’epoca; da qui i riferimenti a forme d’arte moderne come il jazz e il cinema.

 Parade era un balletto che durava 15’ e veniva messo in scena insieme ad altri 2 o 3 numeri di repertorio della Compagnia dei Balletti Russi.

L’infinità dei disegni dimostrano e documentano l’evoluzione del progetto: testimoniano la curiosità dell’artista e della sua disponibilità a imparare a collaborare.

Non c’è luogo più indovinato del Gran Salone di Palazzo Barberini dove ammirare questa meraviglia.

È una tela di dimensioni di 10.00m x 16.00m, 172 mq di vita, allestita sotto 520 mq di volta affrescata da Pietro Berrettini da Cortona e realizzata da Gian Lorenzo Bernini: étonne-moi!

La mostra è un crescendo di emozioni che esplodono in questa immensa opera “sipario” di “Parade (oggi al Centro Pompidou, Musée national d’art moderne, Parigi),

Si rimane senza parole.

Il cappello a tre punte (tributo alla Spagna da parte di Djagilev per averli aiutati durante la guerra) di Picasso è un’altra opera di scenografia teatrale dove realizzò un’unica scena : uno spazio per numerosi “ensemble” e  40 costumi.

Accettò le critiche dell’impresario e produsse innumerevoli schizzi in cerca della soluzione perfetta.

Picasso mostrò come un soggetto può essere ridotto all’essenziale, la scena lasciava ai costumi lo spazio per respirare.

Nel 1924 Picasso diede inoltre il permesso ad usare come sipario la sua opera Deux femmes courant sur la plage (l’immagine dell’opera è la locandina della mostra) per il balletto Le train bleu.

L’incontro di arte, musica e letteratura crea una sinestesia e diventa un’inesauribile risorsa creativa e un metodo di lavoro che è Picasso.

Uno storico dell’arte disse che non si può veramente capire un’opera d’arte figurativa finché non si prova a “danzarla”.

data di pubblicazione: 1/10/2017

 

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1 Response

  1. paranoid scrive:

    Mostra di notevole interesse che illustra il periodo antecedente agli anni venti, incluso il periodo romano, quando Picasso venne a contatto con il teatro dei balletti russi. La coesistenza tra le istanze neo classiche e quello oramai sperimentate del cubismo è quello che colpisce e stupisce. Un percorso musivo in onore di un artista che con Guernica rivoluzionò il concetto di arte e influenzò le tendenze di tutti gli artisti del novecento.

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