ALICE NELLA CITTÀ: RINNOVATO L’ACCORDO CON LA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA

ALICE NELLA CITTÀ: RINNOVATO L’ACCORDO CON LA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA

Rinnovato per il prossimo biennio l’accordo di Alice nella Città, sezione autonoma e parallela della Festa del Cinema di Roma, con la Fondazione Cinema per Roma, grazie anche alle oltre 40mila presenze, per una 15esima edizione ricca di successi e incontri formativi.

Tanti i traguardi raggiunti dalla kermesse in questa 15esima edizione: oltre l’elevato numero di presenze per gli eventi organizzati a Casa Alice all’interno dell’Auditorium Parco della Musica, al Cinema Admiral di Piazza Verbano e al Liceo Amaldi di Tor Bella Monaca, da sottolineare anche la grande adesione di registi e attori dei 37 film in programma, 23 dei quali sono stati accompagnati dalle delegazioni.

I risultati straordinari ottenuti da questa quindicesima edizione ci riempiono di gioia e ci premiano per quanto fatto in questi anni, ma c’è ancora molto da fare e siamo pronti a rimetterci subito a lavoro per la prossima edizione dichiarano i direttori della categoria, Fabia Bettini e Gianluca Giannelli – un ringraziamento speciale va a tutti coloro che ci stanno accanto e soprattutto a tutti quei ragazzi che continuano a scriverci e che sono l’anima di Alice nella Città”.

Un sostegno, questo, che ha permesso il successo di tutti gli incontri rivolti ai ragazzi e dei percorsi formativi con protagonisti, tra gli altri, Piazza e Grassadonia, Dakota Fanning, Orlando Bloom, Pippo Del Bono, Trudie Styler, Zoe Cassavetes, Andrea Delogu, Barbara Bobulova, Nicola Guaglianone e Marco Danieli.

Confermata, inoltre, la collaborazione di Alice con gli EFA YOUNG, che si svolgeranno il 6 maggio 2018 e che è intenzione portare a Tor Bella Monaca, partendo da quanto già fatto con il Liceo Amaldi e le scuole del VI Municipio.

data di pubblicazione:07/11/2017

ROMANS di Ludwig e Paul Shammasian, 2017 – Alice nella città

ROMANS di Ludwig e Paul Shammasian, 2017 – Alice nella città

(12^ FESTA DEL CINEMA DI ROMA – 26 ottobre/5 novembre 2017)

Ospite di Alice nella città Romans diretto dai fratelli Shammasiane con Orlando Bloom splendido protagonista. Romans è un film feroce che su un abuso sessuale subito da piccoli costruisce una devastante disamina della rabbia, del disgusto verso se stessi e del desiderio di vendetta che alla fine evolve verso il perdono.

Immagini dure e sofferte sin dalla prima scena per un film che mette a nudo l’animo di un uomo incapace di fidarsi del prossimo e tormentato da un evento traumatico della sua infanzia. Malky (Orlando Bloom), un giovane operaio impegnato nella demolizione di una chiesa dove da bambino ha subito una violenza sessuale, ha una relazione apparentemente di solo sesso con Emma (Janet Montgomery) ma è spesso irascibile lasciandosi andare ad atti di violenza inconsulti ed immotivati. Il suo segreto lo tormenta e lo condiziona; il ritorno in città del prete responsabile della violenza,  impone a Malky di fare i conti con il suo passato per potersi liberare della sete di vendetta che lo attanaglia e quindi andare avanti con la propria vita.

Le immagini sono spietate sin da subito: sotto i colpi incessanti di un martello, un crocifisso diventa prepotentemente protagonista della scena dando il via ad un susseguirsi di atti di violenza ed autolesionismo. Incapace di amare ed essere amato, Malky è un uomo devastato dal trauma dell’abuso, che lo ha snaturatoed è incapace di sciogliere i lacci del trauma psicologico che lo lega.  Ma la famiglia e gli amici restano sordi e impassibili di fronte alla progressiva caduta nell’abisso. Inizia così il suo incubo, che si dipana attraverso incontri scontri con la fede e con l’amore che prova per Emma, ma che non è in grado di esternare. Le ombre del suo inconscio lo portano in un inferno interiore senza speranza e neppure l’amore per l’anziana madre riesce a fornirgli un po’ di conforto. Il dialogo confessione di fronte alla madre morta lo porta a superare la vendetta ed a credere nel perdono, che non garantisce invece la pace al vecchio prete che trova solo nel suicidio l’espiazione alle proprie colpe.

La densità del dramma rende in alcune scene il film stucchevole e esteticamente ridondante; rimane la straordinaria prova di attore di Orlando Bloom che rende comunque il film intenso e meritevole di essere vissuto.

data di pubblicazione:05/11/2017








LA SPIAGGIA, testo e regia di Luca De Bei, con Paola Minaccioni

LA SPIAGGIA, testo e regia di Luca De Bei, con Paola Minaccioni

(Teatro della Cometa – Roma 25 ottobre/12 novembre 2017)

Paola Minaccioni in scena al Teatro della Cometa di Roma dal 25 ottobre al 12 novembre con lo spettacolo “La Spiaggia”, scritto e diretto da Luca De Bei. Una donna sola, una sdraio, una borsa di paglia su una spiaggia ed il mare davanti, con il suo profumo e i suoi misteri.

È la storia di Irene, una donna che si interroga sulla sua vita, partendo da un’infanzia segnata dall’abbandono da parte del padre per crearsi una nuova vita e una nuova famiglia. Irene sin da piccola affronta questa situazione con coraggio e ironia ma anche con ostinazione perché non vuole rinunciare all’affetto del padre ed al suo tentativo di farsi voler bene. E la spiaggia è il suo confessionale, dove confrontarsi con la sua solitudine e con le sue debolezze ma anche il luogo dove l’orizzonte spazia e dove nonostante tutto si può guardare avanti.

La spiaggia è il teatro degli incontri col padre perduto e con le sue speranze. È anche il luogo dei suoi giochi da bambina, dei sogni di adolescente e di quelli della maturità, del ciclo di vita che scorre indifferente, regalandole spesso solo sconfitte. Ma la sabbia, l’aviatore nel cielo azzurro, i gabbiani e il mare la aiutano a placare la sua coscienza, portandola ad accettare quello che la realtà inesorabilmente le propone.

Passeggiando sulla sabbia, Irene ripercorre tutte le fasi della sua vita, dall’infanzia con la costante presenza di un padre silenzioso e indecifrabile per una figlia che non riesce a porre domande sul perché di quella separazione consumando gioie e sofferenze, sapendo accettare il tempo che lascia i suoi segni.

Delicato e profondo il testo di Luca De Bei, commuovente e leggero nel suo susseguirsi di episodi, che concentra trent’anni di vita in un unico luogo, in un’atmosfera sempre varia nella sua apparente staticità. Un non luogo, che nella sua essenza custodisce l’amore profondo, seppur così difficile da manifestare.

Bravissima Paola Minaccioni, una grandissima interpretazione in grado di regalare le emozioni delle tante Irene, da bambina curiosa a madre disillusa,  in un continuo oscillare tra la sua dolce ironia e la dolorosa ostinazione di chi vuol conoscere la verità, ma non vuol rinunciare a vivere.

data di pubblicazione: 4/11/2017


Il nostro voto:

GUARDA IN ALTO di Fulvio Risuleo, 2017 – Alice nella città

GUARDA IN ALTO di Fulvio Risuleo, 2017 – Alice nella città

(12^ FESTA DEL CINEMA DI ROMA – 26 ottobre/5 novembre 2017)

Presentato nel programma Kino Panorama Italia della XV edizione di Alice nella città Guarda in Alto del regista Fulvio Risuleo è una interessantissima opera prima, un viaggio-percorso sui tetti di Roma, alla scoperta di un contesto urbano abitato da  stravaganti personaggi e strani contesti, una realtà parallela fatta di proprie regole e di proprie logiche.

Il protagonista è Teco, un giovane operaio che lavora in una panetteria ed è impegnato nella produzione di cornetti; durante una pausa di lavoro sui tetti, mentre è intento a fumare e conversare, è testimone dell’intrigante caduta su un terrazzo adiacente di uno strano gabbiano. Decide allora di avvicinarsi per meglio capire, dando così l’inizio a un viaggio urbano che lo porterà in un labirinto di terrazze, cunicoli, canali di areazione, ed all’incontro con personaggi e situazioni sempre più surreali e divertenti. Un viaggio strampalato che è anche però un momento di formazione e di confronto. Un mondo sopraterreno in cui convivono in apparente equilibrio un gruppo di ragazzini con fantasiose maschere-sacchetto, un apicoltore eremita (interpretato da Lou Castel), una affascinante ragazza francese (Aurelia Poirier) che si paracaduta da una mongolfiera inseguita dal fidanzato (Ivan Franek), due gemelli che praticano lo urban nudism, un convento di suore che pilotano gabbiani meccanici telecomandati, un lounge bar dove si scommette clandestinamente su corse di lumache, un razzo pronto a partire per la luna.

Un mondo colorato e fantastico a cielo aperto, una sorta di Alice nel paese delle meraviglie a spasso sui  tetti di Roma, realizzato con audacia e maestria dal giovanissimo Fulvio Risuleo.

Una fuga volontaria alla ricerca di identità ed emozione, ma anche una visione sopraterrena di quanto ci circonda con la purezza e l’intelligenza di un occhio non stereotipato ed adulto.

Un esperimento coraggioso e riuscitissimo, onirico e a tratti spassoso, un viaggio verso l’ignoto che tutti, a qualunque età, dovremmo fare. Viaggiare leggeri e sospesi aiuta a guardare il mondo dalle giuste angolature.

data di pubblicazione:31/10/2017








AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros., 2017

AMMORE E MALAVITA di Manetti Bros., 2017

Non è Napoli, non poteva non essere Napoli, la città folle protagonista di questo musical cinematografico, dove i Manetti Bros. dipingono la loro storia: tra musica e azione spuntano gli splendidi scenari dei vicoli e del mare del Golfo, tra amore e pallottole appaiono le architetture fatiscenti, dismesse e fascinose di Napoli. Nobody si salva con la “Scampia Disco Dance”, neanche chi è costretto agli arresti domiciliari!

I personaggi si presentano e parlano, cantando e ballando dall’inizio con la canzone “Al mio funerale” e alla fine con il geniale duello “O’ vient’ e libertà” passando attraverso “L’amore ritrovato”, rifacimento di “What a feeling”.

Napoli è una città piena di colori e luci che stimola l’immaginazione ad andare oltre. La tavolozza di colori si ispira a grandi interpreti, grandi autori musicali e ad una “pazzia” che rende leggera la vita con dei movimenti in sincrono.

Un musical “d’ammore”, perché di un ritrovato primo amore adolescenziale si parla. Si canta e si balla sullo schermo in perfetto stile Manetti grazie anche a Luca Tommassini, che ne ha curato le coreografie belle e divertenti.

Non si può uccidere l’amore è il messaggio di questo entusiasmante film. Chi ti vuole più bene di me?

I dialoghi tra Don Vincenzo (Carlo Buccirosso ) e Donna Maria (Claudia Gerini) sono esilaranti, così come le loro nuove identità da latitanti: Vincenzo Ranieri e Grazia Chelli in onore della famiglia reale del principato di Monaco.

La grande storia d’amore è tra Fatima (una ‪Serena Rossi magnetica) e Ciro (Giampaolo Morelli): ma purtroppo Fatima si trova nel posto sbagliato al momento sbagliato e Ciro dovrà eliminarla.

Le due tigri, Ciro e Rosario (Raiz) sono state addestrate a dovere su ispirazione dei film di 007, e sono al servizio di Don Vincenzo e di sua moglie. Tutte le battute sono esilaranti e geniali.

La scelta del musical ha permesso di affrontare temi profondi ed importanti, si canta mentre ci si bacia, durante una sparatoria, si canta mentre si è scippati a Scampia. Questa vena di follia si respira durante tutto il film grazie anche agli interpreti, tutti molto bravi.

‪I Manetti Bros. riescono a fare divertire anche  gli stessi interpreti durante le loro riprese, ed il risultato finale divertente e di qualità ne è la prova.

data di pubblicazione:08/10/2017


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