Libro che nasce motivato da un feroce puntiglio, la dissacrazione di un luogo comune espresso nell’adagio del titolo. Filippi circoscrive le frasi della retorica tipica di un’ideologica restauratrice e la dissacra, svelando nella sinteticità del pamphlet la complessa contraddittoria ideologia del fascismo e del suo massimo interprete, il Duce. Attribuzioni macroscopiche e minime fuse insieme in una demolizione a 360 gradi di una rivisitazione di comodo, specie agitata come esempio positivo rispetto al deludente presente. Se è vero che gli italiani sono stati più generosi in fatto di natalità rispetto alle generazioni odierne è del tutto illusorio pensare che abbiamo goduto di un benessere migliore, anche in relazione ai sacrifici fatti per le cosiddette guerre coloniali. Per dirla in termini sportivi è un’Italia che in trasferta non vinceva mai perché alle facili e crudele conquiste di Libia, Somalia e Libia doveva accostare le deflagranti e perdenti campagne belliche in Russia e persino in Grecia Un’Italia che dava l’oro allo Stato ma non veniva ripagata da stipendi migliori. E se dei treni non era segnalato il ritardo era solo perché Il Minculpop aveva dato ordine di trascurare le pecche. Paese privato di libertà democratiche in nome di un regime dove il disfattismo era la parola da bandire. Fascismo che disvalorizzava la donna mettendola solo al centro del sistema familiare dove non poteva che essere solo una fattrice di figli da destinare alla patria. Non a caso il suffragio universale le verrà riconosciuto solo nel 1946, a guerra finita. Bandito il diritto di sciopero ed esaltato il razzismo, per par condicio con il nazismo, temperato solo dall’esigua rappresentanza di ebrei in Italia.Pura leggenda la creazione dell’INPS dato che esisteva già un’istituzione proto-previdenziale che sarebbe stata messa a punto progressivamente, senza un’influenza decisiva e caratterizzante di Mussolini. Un libro che fa storia e rilegge pericolose derive odierne, in nome dei fatti e di una notevole e documentata vis polemica. Anche la bonifica delle paludi tramite il trasferimento coatto di comunità viene sottoposta a una rilettura critica che lascia poca sostanza ai meriti del regime.

data di pubblicazione:09/03/2020

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