Medianeras sono le pareti interne dei palazzi, quelle laterali, i fianchi, senza finestre, senza affaccio sulla strada, senza sguardo e prospettiva. Quelle su cui si dipingono messaggi pubblicitari che si guardano distrattamente fermi ad un semaforo.  Ma rappresentano anche la possibilità di evadere, se si decide di aprire in esse una breccia, una finestrella, abusiva, illegale come tutte le vie di fuga, si dice nel film.  Medianeras  è una mappa dei sentieri urbani del vivere, dell’amare, di esseri umani rinchiusi in scatole di scarpe, circondati da folle di estranei, ingabbiati in tentativi di relazioni senza prospettiva, senza finestre, come le medianeras. Un racconto che si snoda attraverso le strade e gli edifici di Buenos Aires, utilizzando anche i tratti di una graphic novel  e le voci fuori campo dei due protagonisti che, ancora sconosciuti l’uno all’altro, ricercano se stessi e l’amore in questa folla di strade, nel groviglio delle esistenze altrui, come si cerca qualcosa o qualcuno nel Corvo parlante  della Settimana Enigmistica, con una lente d’ingrandimento a portata di mano. Innamorarsi a Buenos Aires è il solito sottotitolo italiano volto ad attirare un pubblico che non vedrebbe Medianeras, perché non è semplicemente una leggera e sorridente commedia romantica, ma scorre, a volte un pò a rallentatore, con l’affanno delle vite che racconta, deliziando anche palati più fini.

data di pubblicazione 13/10/2014


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